
Le 8 migliori pasticcerie di Torino da provare almeno una volta
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Confetterie dell’Ottocento, marron glacé pelati a mano e croissant a forma di cubo. Otto indirizzi verificati, quartiere per quartiere, e un metodo per capire chi lavora davvero.
Chi cerca le migliori pasticcerie di Torino si scontra subito con lo stesso problema: le liste online si somigliano tutte e premiano quasi sempre il dolce più fotografato. Torino però ha una storia dolciaria lunga due secoli, fatta di confetterie ottocentesche, marroni canditi per ottanta ore e laboratori che oggi trattano il croissant come un esercizio di geometria. Abbiamo selezionato otto indirizzi verificando per ciascuno data di fondazione, lavorazioni e prodotto simbolo. Nessuno è in questa lista perché va di moda.
| IN BREVE Le migliori pasticcerie di Torino si dividono in tre famiglie. Le storiche (Stratta 1836, Ghigo 1870, Pfatisch 1915, Venier), gli artigiani di quartiere che lavorano ancora partendo dal frutto (Raspino, Orsucci) e i laboratori di ricerca sui lievitati (Farmacia Del Cambio, Maicol). Otto insegne, quattro zone, un criterio solo: la lavorazione. |
Perché a Torino la pasticceria è diventata un mestiere
Il cioccolato arriva con i Savoia e diventa industria nell’Ottocento: Pierre Paul Caffarel apre il suo laboratorio nel 1832. La tradizione fa risalire al Carnevale del 1865 la comparsa del gianduiotto, cacao e nocciola impastati insieme quando il cacao costava troppo, distribuito in piazza dalla maschera Gianduja. Intorno a quel prodotto cresce tutto il resto: le confetterie con i marron glacé, i caffè che servono il bicerin (caffè, cioccolato, crema di latte), la piccola pasticceria di scuola francese. Oggi la stessa città sforna croissant cubici. Cambia la forma, resta l’ossessione per la lavorazione.
Le 8 migliori pasticcerie di Torino, una per una
1. Pfatisch — la Torino Liberty, dal 1915
Gustavo Pfatisch, fossanese di nascita e bavarese di famiglia, apre la sua confetteria in via Gioberti nel 1915. Nel 1921 si sposta al 42 di via Sacchi, sotto i portici, dentro un palazzo Liberty firmato da Pietro Fenoglio: arredi in noce e cristallo, ancora quelli. Il dolce simbolo è il Festivo, nato nei primi anni Sessanta, due dischi di meringa al cacao farciti di chantilly al cioccolato. Nel seminterrato resiste il vecchio impianto per il cioccolato, oggi museo. La pasticceria salata, avviata negli anni Cinquanta, è stata premiata dal Gambero Rosso come migliore d’Italia nel 2023.
📍 Via Paolo Sacchi 42 — clicca qui per l’itinerario
2. Farmacia Del Cambio — dove è nato il croissant cubico
Piazza Carignano 2, negli spazi dell’antica farmacia Bestente. Qui nel 2019 è nato il Crubik: l’idea è di Matteo Baronetto, che provò a cuocere l’impasto sfogliato dentro stampi quadrati da salato. «Ricorda un sampietrino di piazza Carignano, quindi aveva un significato particolare nel luogo in cui siamo», ha raccontato. Il resto lo hanno fatto Instagram e le code del mattino. È seguita la versione sferica alla crema gianduja, sette mesi di prove secondo il laboratorio. Consiglio pratico: la viennoiserie finisce presto, spesso entro la tarda mattinata.
📍 Piazza Carignano 2 — clicca qui per l’itinerario
3. Stratta 1836 — 190 anni in piazza San Carlo
Aprì nel 1836 sotto i portici di piazza San Carlo, dentro il settecentesco Palazzo Solaro del Borgo, due anni prima che in mezzo alla piazza arrivasse il Caval ’d Brons. A settembre 2026 ha compiuto centonovant’anni. Qui il marron glacé si fa come allora: marroni pelati a mano uno per uno e canditura lenta, circa ottanta ore. Accanto ci sono caramelle, fondants, gianduiotti e praline. Lo stemma di Fornitore della Real Casa in vetrina non è arredamento: racconta il rapporto con la corte sabauda.
📍 Piazza San Carlo 191 — clicca qui per l’itinerario
4. Pasticceria Ghigo — la Nuvola sotto i portici di via Po
Al 52/B di via Po. Nel 1870 era una latteria e il latte girava per Torino su cisterne trainate da cavalli; diventa cremeria-pasticceria negli anni Cinquanta. Il prodotto che genera le code è la Nuvola, pandoro a lievitazione naturale avvolto di crema al burro e zucchero a velo, in dialetto «fioca». Attenzione: si trova solo nel periodo natalizio. Tutto l’anno restano la panna montata al momento, la cioccolata calda e le bignole, che pesano meno di cinque grammi l’una.
📍 Via Po 52/B — clicca qui per l’itinerario
5. Orsucci 1947 — l’alta pasticceria fuori dal centro
Via Borgaro 65, quartiere Borgo Vittoria. L’insegna nasce nel 1947; dal 2016 la guida Roberto Miranti, in laboratorio da quando aveva tredici anni. La sua Piramide egizia, impasto al cacao e crema gianduja, è un omaggio al Museo Egizio: per lo stampo si è dovuto rivolgere a un lattoniere trentino. In vetrina anche il cubo alla crema di limone di Sorrento e una venticinquina di mignon. Vale il tram: la tecnica si vede prima di assaggiare.
📍 Via Borgaro 65 — clicca qui per l’itinerario
6. Pasticceria Venier — la colazione torinese senza filtri
Via Monte di Pietà 22, a due passi da piazza Castello. È la pasticceria di città come si faceva una volta: paste secche disposte a piramide, sfoglie, cioccolato e l’Umbertino, il dolce che i torinesi associano all’insegna. Segnalata dalle guide Bar del Gambero Rosso, resta un posto da colazione vera, con il bicerin servito come si deve. È l’indirizzo meno social della lista. Chiuso il lunedì.
📍 Via Monte di Pietà 22 — clicca qui per l’itinerario
7. Pasticceria Raspino — canditi e marron glacé fatti dal frutto
Corso Regio Parco 24, Borgo Rossini, dal 1959. L’hanno aperta Lorenzo Raspino e Margherita Ghigo: sì, la stessa famiglia della latteria di via Po, che nel 1949 ne aveva guidato la trasformazione in pasticceria. Oggi in laboratorio c’è Gino Rigobello, che candisce in casa cedro, arancia e chinotto di Savona e fa i marron glacé a mano partendo dal frutto. Il lievito madre, raccontano in bottega, viene tramandato da oltre cent’anni. Da provare la torta Provami nella versione invernale.
📍 Corso Regio Parco 24 — clicca qui per l’itinerario
8. Maicol — la nuova generazione dei lievitati
Via San Tommaso 27/c. È il locale di Maicol Vitellozzi, aretino, ex pastry chef della Farmacia Del Cambio e primo in Italia a portare in banco il croissant cubico. Qui lo ha rifatto da capo: Crubik 2.0, impasto bicolore per metà al cacao, venature che ricordano il legno, farcitura al cioccolato. Accanto, il Pianeta, con dentro un babà imbevuto al caffè. Niente tavolini e niente caffè: solo asporto e poche referenze.
📍 Via San Tommaso 27/c — clicca qui per l’itinerario
Le 8 pasticcerie a colpo d’occhio
| Insegna | Zona | Dal | Da provare |
| Pfatisch | Via Sacchi (Porta Nuova) | 1915 | Festivo, pasticceria salata |
| Farmacia Del Cambio | Piazza Carignano | 2014 | Crubik, croissant sferico |
| Stratta 1836 | Piazza San Carlo | 1836 | Marron glacé, fondants |
| Ghigo | Via Po | 1870 | Nuvola (solo a Natale), panna montata |
| Orsucci 1947 | Borgo Vittoria | 1947 | Piramide egizia, mignon |
| Venier | Via Monte di Pietà | storica | Umbertino, bicerin |
| Raspino | Borgo Rossini | 1959 | Canditi, marron glacé, torta Provami |
| Maicol | Via San Tommaso | 2024 ca. | Crubik 2.0, Pianeta |
I dolci torinesi da conoscere prima di entrare
Davanti a una vetrina torinese conviene sapere cosa si sta guardando. Alcuni nomi sono strettamente locali e fuori città non li trovi.
| Dolce | Che cos’è | Dove cercarlo |
| Gianduiotto | Cioccolatino a prisma di cacao e nocciola, incarto dorato | Pfatisch, Stratta |
| Marron glacé | Marrone pelato a mano e candito lentamente, poi glassato | Stratta, Raspino |
| Bicerin | Bevanda a strati: caffè, cioccolato, crema di latte | Venier, caffè storici |
| Nuvola | Pandoro con crema al burro e zucchero a velo, stagionale | Ghigo |
| Bignole | Piccola pasticceria mignon, spesso sotto i 10 grammi | Ghigo, Venier, Raspino |
| Croissant d’autore | Viennoiserie in stampi geometrici: cubo, sfera, piramide | Farmacia Del Cambio, Maicol, Orsucci |
I falsi miti sulla pasticceria torinese
| Si dice che… | Come stanno le cose |
| Il gianduiotto è un prodotto IGP | Non ancora. Il MASAF ha trasmesso il disciplinare «Giandujotto di Torino» alla Commissione europea con provvedimento del 23 marzo 2026; l’istruttoria comunitaria è in corso e nel giugno 2026 Lindt & Sprüngli ha presentato ricorso al TAR Lazio. Verifica lo stato prima di citarlo come certificato. |
| La Nuvola di Ghigo si compra tutto l’anno | No. È una produzione natalizia. Fuori stagione non esiste. |
| I marron glacé sono tutti uguali | No. Gran parte arriva già candita da pochi grandi trasformatori. Chi parte dal frutto lo dichiara, e il prezzo lo riflette: il Gambero Rosso indica 70-80 euro al chilo per l’artigianale. |
| Il croissant cubico è una moda straniera | È nato a Torino nel 2019, alla Farmacia Del Cambio, e da lì si è diffuso a Milano, Roma, Londra e Parigi. |
| CURIOSITÀ Il croissant cubico non nasce da un capriccio estetico ma da uno stampo quadrato pensato per preparazioni salate. Dopo il cubo sono arrivati la sfera alla gianduja, la piramide di Roberto Miranti dedicata al Museo Egizio e persino una versione a forma di bara. |
Se hai un solo giorno a Torino: itinerario a piedi
Tutto in centro, tutto camminando. Si parte da piazza San Carlo, colazione da Stratta e scorta di marron glacé. Cinquecento metri e sei in piazza Carignano, alla Farmacia Del Cambio: arriva presto o il banco è vuoto. Cinque minuti fino a via San Tommaso per il Crubik 2.0 da Maicol, poi due isolati verso via Monte di Pietà per l’Umbertino di Venier. Nel pomeriggio scendi lungo via Po fino al 52/B, da Ghigo. Chiusura sotto i portici di via Sacchi, da Pfatisch, a dieci minuti da Porta Nuova: una fetta di Festivo e treno. Orsucci e Raspino restano fuori dal giro a piedi e valgono un secondo giorno.
La soluzione: come riconoscere una pasticceria che lavora davvero
Il problema, a Torino come altrove, non è trovare un dolce buono. È capire chi lo produce e chi invece compra semilavorati e li rifinisce. Quattro domande da fare al banco, tutte legittime:
- I marron glacé partono dal frutto o arrivano già canditi? Chi li lavora in casa lo dichiara, e il prezzo lo conferma.
- I canditi li fate voi? Cedro, arancia e chinotto lavorati in sede cambiano il gusto di panettoni e torte.
- Che lievito usate per i lievitati? Il lievito madre richiede gestione quotidiana e non si improvvisa.
- È un prodotto stagionale? Se ti vendono la Nuvola a luglio, non è la Nuvola.
Sono le stesse domande che stanno dietro al lavoro di ProduttoriTop: sapere chi produce, come e dove, e poterlo verificare senza fidarsi dell’etichetta. Vale per un formaggio d’alpeggio e vale per un marrone candito. Se l’artigiano risponde volentieri, sei nel posto giusto.
Domande frequenti
Qual è la pasticceria più antica di Torino tra queste?
Stratta, aperta in piazza San Carlo nel 1836 e inserita nei Locali Storici d’Italia. Seguono Ghigo (1870, all’epoca una latteria) e Pfatisch (1915).
Dove si mangia il vero croissant cubico a Torino?
Alla Farmacia Del Cambio, in piazza Carignano, dove il Crubik è nato nel 2019. La versione rivista, il Crubik 2.0 con impasto bicolore, si trova da Maicol in via San Tommaso.
Quando si trova la Nuvola di Ghigo?
Solo nel periodo natalizio, con code frequenti nelle settimane prima di Natale. Negli altri mesi la pasticceria propone bignole, cioccolata calda e panna montata al momento.
Quali pasticcerie torinesi sono adatte anche a chi non ama i dolci?
Pfatisch, per la pasticceria salata premiata nel 2023 dal Gambero Rosso, e Maicol, che oltre ai lievitati dolci lavora pane e prodotti da forno.
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Fonti
- MuseoTorino — schede Confetteria Pasticceria Pfatisch e Confetteria Stratta.
- Pfatisch — sezione «La nostra storia» del sito ufficiale.
- Stratta 1836 — sezione «Chi siamo»; Associazione Locali Storici d’Italia.
- Città di Torino, portale Torino Compra Vicino — schede Pasticceria Ghigo, Pasticceria Venier, Pasticceria Raspino.
- Gambero Rosso — «I dieci migliori marron glacé di Torino e provincia»; guida Bar; apertura di Maicol — Croissant Pane Pasticceria.
- Italia a Tavola — servizio sul croissant a forma di piramide di Roberto Miranti (Pasticceria Orsucci).
- MASAF — pubblicazione della domanda di registrazione IGP «Giandujotto di Torino», prot. n. 137622 del 23/03/2026; Camera di commercio di Torino.
- Google Places — indirizzi, orari e posizioni geografiche verificati alla data di redazione.
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