
PAC 2028, addio ai due pilastri: le 7 novità del Fondo unico che toccano ogni agricoltore italiano
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Dal 1° gennaio 2028 pagamenti diretti e sviluppo rurale finiranno in un solo contenitore. Bruxelles la chiama semplificazione. Per chi coltiva, la differenza la faranno le soglie, i cofinanziamenti e le scelte di Roma e delle Regioni.
La PAC 2028 cancella l’architettura che ha retto l’agricoltura europea per un quarto di secolo. Niente più primo pilastro (i pagamenti diretti del FEAGA) e secondo pilastro (lo sviluppo rurale del FEASR): la proposta che la Commissione ha presentato il 16 luglio 2025 li fonde in un Fondo unico insieme a coesione, pesca, politiche sociali e migrazione. Il testo è ancora in negoziato e l’accordo politico è atteso entro fine 2026, ma la direzione è tracciata. Chi ha un’azienda agricola in Italia deve capire adesso cosa resta, cosa sparisce e chi pagherà la differenza. Perché stavolta una parte del conto passa dai bilanci nazionali e regionali.
| In breve (risposta rapida) La PAC 2028-2034 sostituisce FEAGA e FEASR con un Fondo unico da 865 miliardi di euro che finanzia 27 Piani di partenariato nazionali e regionali. Per l’agricoltura restano 19 tipi di intervento, con 387,7 miliardi riservati al settore. Spariscono i Titoli, arrivano la degressività dai 20.000 euro e il capping oltre i 100.000 euro per azienda. |
Cos’è il Fondo unico e perché Bruxelles lo vuole
Il nome ufficiale è un record di burocrazia: Fondo europeo per la coesione economica, territoriale e sociale, l’agricoltura e lo sviluppo rurale, la pesca e la politica marittima, la prosperità e la sicurezza. Venticinque parole. Dentro ci finiscono 14 fondi oggi separati, FEAGA e FEASR compresi, con 865 miliardi di euro a prezzi correnti più 150 miliardi in prestiti (Catalyst Europe). Al posto dei 540 programmi attuali ci saranno 27 Piani di partenariato nazionali e regionali (PPNR), uno per Stato membro.
La logica dichiarata è la semplificazione: un solo piano, obiettivi comuni fissati a Bruxelles e attuazione lasciata a Stati e Regioni, sul modello del PNRR. Questa impostazione ha però trovato pochi amici. Il 26 maggio 2025 il Consiglio Agrifish, su iniziativa italo-greca, l’ha respinta con 16 Stati su 27. Il 10 settembre 2025 il Parlamento europeo ha votato contro con 393 sì, 145 no e 123 astenuti. La Corte dei conti europea ha segnalato complessità amministrativa e incertezza per i beneficiari.
Il ministro Francesco Lollobrigida, all’Agrifish di settembre 2025, ha parlato di “un salto all’indietro di sessant’anni di Politica Agricola Comune”. Eppure il Fondo unico è ancora lì. Secondo Angelo Frascarelli, economista agrario dell’Università di Perugia, il contenitore resterà e il negoziato porterà correttivi: una competenza determinante del Masaf sul capitolo agricolo del PPNR e le Regioni confermate come Autorità di gestione. La scadenza è fissata: accordo entro dicembre 2026, regolamenti nel 2027, PAC 2028 operativa dal 1° gennaio 2028.
Le 7 novità della PAC 2028 per chi lavora la terra
1. Un solo elenco di 19 interventi
Sparisce la distinzione tra pilastri, non gli strumenti. La PAC 2028 elenca 19 tipi di sostegno: reddito per superficie, accoppiato, zone montane e svantaggiate, investimenti, insediamento dei giovani, gestione del rischio, consulenza, Leader, interventi settoriali (le ex OCM ortofrutta e vino) e una riserva per le crisi di mercato. La commissione Agricoltura del Parlamento europeo vuole aggiungerne due: il pagamento redistributivo e quello per i giovani agricoltori.
2. Addio ai Titoli: si paga chi ha bisogno di reddito
I Titoli storici, nati con la riforma Fischler del 2003, vengono cancellati. Il nuovo “sostegno al reddito decrescente basato sulla superficie” resta legato all’ettaro ammissibile, ma deve andare a chi ha bisogno di reddito, non a chiunque possieda terreni. Gli Stati potranno differenziare gli importi per gruppi o per aree: più risorse a giovani, donne, piccole aziende, zone montane. Frascarelli stima per l’Italia un pagamento medio tra 130 e 240 euro a ettaro. È una stima accademica, non un dato ufficiale.
3. Degressività e capping
Il sostegno al reddito si riduce oltre i 20.000 euro annui per azienda: meno 25% tra 20.000 e 50.000, meno 50% tra 50.000 e 75.000, meno 75% tra 75.000 e 100.000. Sopra i 100.000 euro scatta il tetto. La sforbiciata riguarda solo il sostegno al reddito. Accoppiato, misure agroambientali e pagamenti per zone svantaggiate restano fuori.
4. Ecoschemi assorbiti
Gli ecoschemi come li conosciamo oggi non ci saranno più. Confluiscono in un unico intervento, le azioni agroambientali e climatiche, che cambia però natura finanziaria: sarà cofinanziato dagli Stati membri almeno al 30%. Oggi è pagato interamente da Bruxelles.
5. Accoppiato fino al 20%
Il plafond del sostegno accoppiato sale dal 13% al 20%. Restano esclusi tabacco e vite, considerati non rilevanti per la sicurezza alimentare. Per un Paese che nella programmazione in corso destina il 42% dell’accoppiato alla zootecnia, la leva è pesante.
6. Pensionati fuori dal 2032
Chi percepisce una pensione non riceverà più il sostegno al reddito a partire dal 2032. Se il pagamento serve a integrare il reddito, chi ha già una pensione non ne avrebbe bisogno: questo il ragionamento. Nelle aree interne, dove molti over 65 tengono in piedi l’azienda di famiglia con assegni modesti, la misura pesa.
7. Il cofinanziamento cambia faccia
Oggi il primo pilastro è pagato al 100% dall’Unione e il secondo è cofinanziato. Nella PAC 2028 i quattro interventi di sostegno al reddito (base, accoppiato, cotone, piccoli agricoltori) restano interamente europei; gli interventi con bilancio preassegnato, azioni agroambientali e settoriali comprese, richiedono almeno il 30% nazionale; il resto segue le percentuali della coesione: 60% per le regioni più sviluppate, 40% per quelle in transizione, 15% per le meno sviluppate. Per la Puglia, oggi tra le meno sviluppate, il cofinanziamento sarebbe più leggero. I soldi vanno comunque trovati nei bilanci regionali.
| Elemento | PAC 2023-2027 (in vigore) | Proposta PAC 2028-2034 |
| Architettura | Due pilastri: FEAGA (pagamenti diretti) e FEASR (sviluppo rurale) | Fondo unico con 14 fondi accorpati e un elenco di 19 interventi |
| Documento di programmazione | Piano strategico PAC (PSP) + Complementi regionali (CSR) | Piano di partenariato nazionale e regionale (PPNR) |
| Pagamento di base | Titoli storici a valore differenziato | Sostegno al reddito decrescente a ettaro, senza Titoli, rivolto a chi ne ha bisogno |
| Degressività / capping | Facoltativi, applicati in modo limitato | Obbligatori: riduzioni dal 20.000 €, tetto oltre 100.000 € |
| Ecoschemi | Intervento autonomo, 100% UE | Assorbiti nelle azioni agroambientali, cofinanziate ≥30% |
| Sostegno accoppiato | Plafond 13% | Plafond fino al 20% (esclusi tabacco e vite) |
| Piccoli agricoltori | Regime facoltativo con pagamento forfettario | Pagamento annuo fino a 3.000 € che sostituisce base, accoppiato e vincoli naturali |
| Pensionati | Nessuna esclusione | Esclusi dal sostegno al reddito dal 2032 |
| Cofinanziamento | 1° pilastro 100% UE; 2° pilastro cofinanziato | Reddito 100% UE; preassegnati ≥30% nazionale; altri 60/40/15% per categoria di regione |
Tabella 1. Confronto tra la PAC in vigore e la proposta della Commissione (COM(2025) 560), aggiornata con le modifiche di gennaio 2026. Il testo è in negoziato e può cambiare.
Quanti soldi arrivano davvero all’Italia
Sul budget si è giocata la partita più dura. La proposta di luglio 2025 riservava all’agricoltura 293,7 miliardi a prezzi correnti (259,2 a prezzi 2025), contro i 386,6 miliardi del periodo 2021-2027. Il 17 settembre 2025 la Commissione ha diffuso le assegnazioni nazionali: all’Italia 31 miliardi, quarta dopo Francia (50), Spagna (37) e Germania (33). Rispetto ai 37,7 miliardi del settennio precedente era un taglio del 22%.
Poi la Commissione ha corretto la rotta due volte. A novembre 2025 ha reso obbligatorio destinare il 10% del Fondo unico ai target rurali. Il 6 gennaio 2026, con una lettera a Roberta Metsola e alla presidenza cipriota del Consiglio, ha aggiunto altri 45 miliardi: il budget agricolo europeo sale così a 387,7 miliardi, circa 9 in più rispetto ai 378,5 del 2021-2027 in termini nominali. Per l’Italia il conto arriva a 40,7 miliardi. Il Parlamento, ad aprile 2026, ha rilanciato chiedendo 434 miliardi.
Attenzione alla parola “nominali”. Nessuno di questi numeri sconta l’inflazione accumulata dal 2021: a potere d’acquisto costante la dotazione resta inferiore. E le allocazioni definitive dipendono dall’accordo sul Quadro finanziario pluriennale, atteso entro dicembre 2026. Chi segue i bandi e gli incentivi per l’agricoltura sa che tra cifra annunciata e cifra erogata passa sempre del tempo.
| Dato | Valore | Fonte / nota |
| Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 | 1.984,89 mld € (1,26% RNL UE) | Masaf, scheda riforma PAC 2028-2034 |
| Dotazione Fondo unico | 865 mld € + 150 mld € prestiti (Catalyst Europe) | Dossier Camera dei deputati |
| Budget agricolo UE, proposta luglio 2025 | 293,7 mld € correnti (259,2 mld € a prezzi 2025) | Corte dei conti UE / Startmag |
| Budget agricolo UE dopo lettera 6 gennaio 2026 | 387,7 mld € (vs 378,5 mld € 2021-2027) | Masaf / AgroNotizie |
| Italia, allocazione settembre 2025 | 31 mld € (-22% vs 37,7 mld €) | Commissione UE / Pianeta PSR |
| Italia, allocazione gennaio 2026 | 40,7 mld € (+5 rural target +4,7 riserva) | Masaf, comunicato 6 gennaio 2026 |
| Richiesta Parlamento europeo (aprile 2026) | 434 mld € | AgroNotizie |
| Soglie di degressività | -25% (20-50 mila €), -50% (50-75 mila €), -75% (75-100 mila €) | Proposta COM(2025) 560 |
| Capping | Oltre 100.000 € annui per azienda | Proposta COM(2025) 560 |
| Regime piccoli agricoltori | Max 3.000 € / anno | Proposta COM(2025) 560 |
| Stima pagamento medio Italia | 130-240 € / ettaro (stima accademica) | A. Frascarelli, Università di Perugia |
| Calendario | Accordo fine 2026 · PPNR 2027 · avvio 1° gennaio 2028 | Consiglio europeo / Masaf |
Tabella 2. I numeri operativi della PAC 2028-2034. Tutti gli importi sono nominali e riferiti a proposte in negoziato.
Falsi miti sulla PAC 2028
Attorno alla riforma girano molte semplificazioni. Alcune sono vere solo a metà.
| Si dice | Cosa risulta dai testi | Verdetto |
| “Con il Fondo unico spariscono i pagamenti diretti” | Il sostegno al reddito resta tra i 19 interventi ed è finanziato al 100% dall’UE. Cambiano criteri e importi, non l’esistenza. | Falso |
| “L’Italia perde il 22% dei fondi” | Era vero per la proposta di settembre 2025 (31 mld). Dopo la lettera del 6 gennaio 2026 l’allocazione nominale sale a 40,7 mld. Resta il mancato recupero dell’inflazione. | Superato |
| “Il Fondo unico è già legge” | È una proposta della Commissione. Consiglio e Parlamento l’hanno contestata; l’accordo è atteso a fine 2026 e i regolamenti nel 2027. | Falso |
| “Chi ha più ettari prenderà sempre di più” | La degressività parte da 20.000 € di sostegno al reddito e il tetto scatta oltre 100.000 €. Sopra certe soglie ogni ettaro in più vale meno. | Falso |
| “Gli ecoschemi sono aboliti” | Vengono assorbiti nelle azioni agroambientali e climatiche. L’impegno resta, ma sarà cofinanziato dagli Stati almeno al 30%. | Vero a metà |
| “Il Leader sparisce” | Il Leader è tra i 19 interventi, ma finanziato dalla quota non agricola del Fondo unico: l’Italia potrà scendere sotto il 5% attuale. | Vero a metà |
Tabella 3. Affermazioni ricorrenti sulla PAC 2028 messe a confronto con i testi della proposta e con gli atti successivi.
| Curiosità Il secondo pilastro che sta per sparire è nato con la riforma “Agenda 2000”, approvata a Berlino nel marzo 1999: ha retto lo sviluppo rurale europeo per 28 anni. Il Fondo che lo sostituisce ha un nome di 25 parole, il più lungo mai attribuito a uno strumento finanziario dell’Unione. E nel frattempo la Commissione ha scritto tre versioni del budget agricolo in sei mesi: luglio 2025, novembre 2025 e gennaio 2026. |
Cosa fare adesso: la strategia per un’azienda agricola italiana
Il 2027 sarà l’anno in cui Masaf e Regioni scriveranno il capitolo agricolo del PPNR: lì si decide chi ha “bisogno” di sostegno, quali settori vanno all’accoppiato, come si disegnano le classi di pagamento. Chi arriva a quel tavolo con i conti fatti parte avvantaggiato. Cinque mosse concrete per prepararsi alla PAC 2028:
- Ricalcolare il sostegno senza Titoli. Prendere la superficie ammissibile e simulare con la forchetta 130-240 euro a ettaro, applicando la degressività sopra i 20.000 euro. Chi oggi vive di Titoli ad alto valore storico scoprirà scostamenti importanti.
- Verificare la posizione previdenziale. Se il titolare è pensionato, il 2032 è la scadenza per programmare il passaggio a un giovane, che nella nuova PAC riceve un pagamento a ettaro maggiorato.
- Valutare il regime dei piccoli agricoltori. Fino a 3.000 euro l’anno con una sola domanda, al posto di base, accoppiato e pagamenti per vincoli naturali. Per le aziende sotto i 10 ettari può essere la scelta più razionale.
- Spostare peso sulle misure non tagliate. Accoppiato (fino al 20%), azioni agroambientali, gestione del rischio e investimenti restano fuori da degressività e capping. Rientrano in questa logica anche l’agrivoltaico, i servizi ecosistemici, i crediti d’imposta agricoli e le agevolazioni della ZES Unica per chi investe nel Mezzogiorno.
- Partecipare alla consultazione regionale del PPNR. Nel 2027 le Regioni apriranno i tavoli: organizzazioni di produttori, consorzi e distretti avranno voce sulle classi di pagamento e sui settori da proteggere.
C’è poi un filo che lega la PAC 2028 alla trasparenza di filiera. Il sostegno andrà a chi esercita davvero attività agricola e contribuisce alla sicurezza alimentare: dimostrarlo diventa parte del mestiere. Un produttore con lotti tracciati, origine verificabile e un racconto onesto di cosa fa in campo si presenta meglio davanti a un’amministrazione che dovrà scegliere chi premiare e davanti a un consumatore che dovrà scegliere cosa comprare. È la logica su cui lavora ProduttoriTop: il QR code sul prodotto che rimanda all’azienda, la mappa dei produttori, la classificazione per merito (Bronze, Silver, Gold e TOP) e i contenuti editoriali che spiegano cosa c’è dietro un’etichetta. Con una PAC che paga il lavoro sopra l’ettaro più che l’ettaro in sé, farsi riconoscere diventa una condizione per restare in partita. Vale anche sul fronte della lotta alle frodi agroalimentari, dove la tracciabilità è richiesta dalla legge prima ancora che dal mercato.
La frase più onesta sull’intera riforma l’ha scritta Frascarelli: stavolta i politici nazionali e regionali non potranno scaricare su Bruxelles la responsabilità delle scelte. Vale per chi governa e vale per chi coltiva. Dal 2028 la PAC sarà, per la prima volta, anche una politica italiana; la PAC 2028 si vince o si perde nei PPNR. Meglio arrivarci con i numeri in mano.
Domande frequenti sulla PAC 2028
Quando entra in vigore la PAC 2028?
Dal 1° gennaio 2028 e fino al 2034, a condizione che l’accordo politico sul Quadro finanziario arrivi entro fine 2026 e i regolamenti siano adottati nel 2027. Fino al 31 dicembre 2027 resta in vigore la PAC 2023-2027.
Con il Fondo unico spariscono i pagamenti diretti?
No. Restano come “sostegno al reddito decrescente basato sulla superficie”, finanziato al 100% dall’Unione. Cambiano i criteri: niente Titoli, degressività dai 20.000 euro e tetto oltre i 100.000 euro.
Quanti fondi PAC riceverà l’Italia nel 2028-2034?
40,7 miliardi di euro nominali, secondo la lettera della Commissione del 6 gennaio 2026. La proposta iniziale di settembre 2025 ne prevedeva 31. Le cifre definitive dipendono dall’accordo sul QFP.
Cosa sono i PPNR?
I Piani di partenariato nazionali e regionali sostituiscono il Piano strategico PAC e programmano tutti i fondi del Fondo unico, dall’agricoltura alla coesione. Saranno scritti dagli Stati membri nel 2027.
Cosa cambia per un’azienda di 8 ettari?
Può optare per il regime dei piccoli agricoltori, con un pagamento annuo fino a 3.000 euro che sostituisce base, accoppiato e pagamenti per vincoli naturali. Va confrontato con la somma dei singoli interventi prima di scegliere.
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Fonti
- Commissione europea, proposta di regolamento COM(2025) 560 sui Piani di partenariato nazionali e regionali, 16 luglio 2025
- Commissione europea, comunicazione COM(2025) 570 sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034
- Masaf, scheda “Riforma della PAC 2028-2034” (masaf.gov.it) e comunicato del 6 gennaio 2026 sulla lettera della Commissione
- Pianeta PSR (Rete Rurale Nazionale / CREA), “PAC 2028-2034, la Commissione comunica l’assegnazione delle risorse”, settembre 2025
- Parlamento europeo, risoluzione del 10 settembre 2025 sulla PAC post-2027 (393 favorevoli, 145 contrari, 123 astenuti)
- Camera dei deputati, dossier sulle proposte della Commissione relative al QFP 2028-2034 (marzo 2026)
- Corte dei conti europea, pareri sul QFP 2028-2034 (sintesi Startmag, febbraio 2026)
- A. Frascarelli, “Pac 2028: addio ai due pilastri, arriva il Fondo unico”, Terra e Vita, 5 settembre 2026
- AgroNotizie, “Pac 2028-2034, tutto quello che c’è da sapere” (18 maggio 2026) e “Pac post 2027, la Commissione ci ripensa: il budget sale a 387 miliardi” (7 gennaio 2026)
- Gambero Rosso, “L’Europarlamento boccia l’idea del fondo unico Pac”, 18 settembre 2025
- AgroNotizie, “Pac post 2027, il Consiglio Agrifish boccia il Fondo Unico”, 27 maggio 2025
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