
Gasolio e fertilizzanti agricoli 2026: credito fino al 30%, guida operativa
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Due crediti d’imposta per alleggerire il caro prezzi nei campi. A chi spettano, quanto valgono e perché, oggi, la mossa giusta è prepararsi.
Il prezzo del gasolio agricolo ha sfiorato 1,40 euro al litro, oltre il 40% in più rispetto a inizio anno. Anche i fertilizzanti, in particolare i concimi azotati, hanno seguito la stessa salita. Per attutire il colpo lo Stato ha varato due aiuti su misura per il settore primario: i crediti d’imposta su gasolio e fertilizzanti agricoli 2026, fino al 20% sul carburante e fino al 30% sui fertilizzanti. Sono risorse che tornano in azienda. Ma c’è una regola che spiazza molti: oggi non si possono ancora usare. Vediamo come funzionano, a chi spettano e perché conviene muoversi adesso.
Gasolio e fertilizzanti agricoli 2026: due crediti, un solo pacchetto
I due aiuti nascono dalla stessa emergenza: il rincaro di carburanti e concimi legato alle tensioni internazionali del 2026. Il primo a muoversi è stato il credito sul gasolio agricolo, introdotto ad aprile con il Decreto-Legge 42/2026. All’inizio copriva solo marzo, con una dotazione di 30 milioni di euro. Poche settimane dopo il quadro è cambiato.
Il Decreto-Legge 89/2026, ribattezzato “decreto carburanti quater”, ha allargato la misura: il credito sul carburante è stato esteso anche ad aprile e maggio e il plafond è salito a 90 milioni. Nello stesso provvedimento è comparso un aiuto del tutto nuovo, il credito d’imposta sui fertilizzanti, fino al 30% della spesa, con una dotazione di 40 milioni. Due crediti distinti, quindi, ma figli dello stesso pacchetto. La regia è del MASAF insieme al Ministero dell’Economia; l’utilizzo passa dall’Agenzia delle Entrate.
A chi spettano (e chi invece resta fuori)
Il perimetro è chiaro: i crediti sono riservati alle imprese agricole definite dall’articolo 2135 del Codice civile. Non conta la forma giuridica né il regime fiscale. Dentro ci sono ditte individuali e coltivatori diretti, società agricole di persone e di capitali, cooperative. Non esiste un tetto dimensionale: dalla micro-impresa alla grande azienda, valgono le stesse regole.
Attenzione, però, a un’esclusione che fa discutere. Le imprese esclusivamente agromeccaniche, cioè chi lavora per conto terzi come attività principale e autonoma, restano fuori dal credito sul gasolio. Rientra invece l’agromeccanica svolta dallo stesso imprenditore agricolo come attività connessa, nel rispetto del principio di prevalenza. Una buona notizia per le serre: in fase di conversione il credito sul carburante è stato esteso anche al riscaldamento delle serre destinate alle piante orticole. Per i fertilizzanti, le prime letture indicano che l’agevolazione riguarda tutte le tipologie, concimi azotati compresi. In pratica, la quasi totalità delle aziende del settore primario può rientrare in almeno uno dei due crediti.
I due crediti d’imposta a confronto
| Voce | Credito GASOLIO / BENZINA | Credito FERTILIZZANTI |
| Norma | Art. 8-ter D.L. 38/2026 (introdotto dal D.L. 42/2026, conv. L. 88/2026, ampliato dal D.L. 89/2026) | D.L. 89/2026 (decreto carburanti quater) |
| Percentuale massima | Fino al 20% (netto IVA) | Fino al 30% (netto IVA) |
| Plafond nazionale | 90 milioni di euro | 40 milioni di euro |
| Spese ammesse | Gasolio e benzina per i mezzi agricoli | Fertilizzanti agricoli |
| Periodo delle spese | Marzo, aprile e maggio 2026 | Marzo, aprile e maggio 2026 |
| Beneficiari | Imprese agricole (art. 2135 c.c.) | Imprese agricole (art. 2135 c.c.) |
| Come si utilizza | Solo in compensazione con F24, entro il 31/12/2026 | Solo in compensazione con F24, entro il 31/12/2026 |
| Stato al 30/06/2026 | Istituito, non ancora operativo | Istituito, non ancora operativo |
Quanto vale il bonus e quali spese copre
Le percentuali sono due: fino al 20% sul gasolio e la benzina dei mezzi agricoli, fino al 30% sui fertilizzanti. In entrambi i casi il conto si fa sull’imponibile, al netto dell’IVA, e valgono solo le fatture dei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
Un esempio rende l’idea. Un’azienda che spende 9.000 euro di gasolio per trattore e mietitrebbia può arrivare a un credito di 1.800 euro. Se la stessa azienda spende 6.000 euro di fertilizzanti, su quella voce ne matura altri 1.800. C’è però un meccanismo da tenere a mente. Le percentuali indicate sono massimi teorici. Ogni credito ha un tetto di risorse e, se le domande di tutte le imprese superano il plafond disponibile, l’Agenzia delle Entrate riduce la quota in proporzione. È il cosiddetto riparto: la percentuale davvero spettante si conoscerà solo dopo la chiusura delle domande. Sui fertilizzanti, inoltre, vanno rispettati i massimali del Quadro temporaneo europeo sugli aiuti di Stato.
Esempi di calcolo (massimi teorici, salvo riparto)
| Spesa (netto IVA) | Tipo di spesa | % max | Credito teorico |
| 9.000 € | Gasolio per i mezzi agricoli | 20% | 1.800 € |
| 6.000 € | Fertilizzanti agricoli | 30% | 1.800 € |
| 15.000 € | Gasolio + fertilizzanti | — | fino a 3.600 € |
| Lo sapevi? Il gasolio può pesare fino al 15-20% dei costi di produzione di alcune colture. Con il prezzo passato da circa 0,90 a 1,40 euro al litro nei mesi caldi del 2026, un pieno di stagione è diventato una voce di bilancio capace di erodere il margine di un intero raccolto. |
Perché oggi «fino al 30%» non vuol dire subito in cassa
Qui sta il punto che molti articoli dimenticano. I due crediti esistono e hanno una copertura, ma a oggi non sono ancora utilizzabili. Manca l’ultimo passaggio: il decreto attuativo del MASAF, di concerto con il MEF, e i codici tributo per il modello F24. Senza questi, la domanda non si può presentare e il credito non si può portare in compensazione. Tradotto: non è una pratica da fare oggi, ma da preparare oggi.
C’è poi un equivoco da sciogliere. Un credito d’imposta non è denaro che arriva sul conto. Si usa in compensazione con l’F24: in pratica, paghi meno quando versi imposte o contributi. Se entro il 31 dicembre 2026 non hai importi da versare, non puoi “incassarlo”. Il credito sul gasolio, tra l’altro, non è cedibile a terzi né rimborsabile in denaro. Sono dettagli che cambiano completamente la convenienza, azienda per azienda, e che vanno valutati con il proprio commercialista.
Un lato positivo c’è. Il credito non concorre al reddito né alla base IRAP e sfugge ai tetti ordinari di compensazione: salta anche il limite annuo dei 700.000 euro. Ed è cumulabile con altre agevolazioni sui medesimi costi, purché la somma dei benefici non superi la spesa effettivamente sostenuta.
Falsi miti e realtà
| Falso mito | Come stanno davvero le cose |
| “Il credito è già spendibile” | Mancano il decreto attuativo e il codice tributo F24: oggi non si può ancora usare |
| “Mi arriva un bonifico” | È un credito da compensare in F24, non un rimborso in denaro |
| “Vale per tutto l’anno” | Contano solo le spese di marzo, aprile e maggio 2026 |
| “Si calcola sull’IVA inclusa” | Si calcola sull’imponibile, al netto dell’IVA |
| “Avrò di sicuro il 20% o il 30%” | Sono massimi: con il riparto la percentuale può scendere |
La mossa giusta adesso: prepararsi
Se la procedura non è ancora aperta, cosa si può fare di concreto? Molto, in realtà. La differenza tra chi otterrà il credito senza intoppi e chi lo perderà per un documento mancante si gioca proprio in queste settimane di attesa.
I passi sono semplici: recuperare e ordinare tutte le fatture di gasolio e fertilizzanti di marzo, aprile e maggio; separare le spese davvero ammissibili; calcolare gli importi al netto dell’IVA; aggiornare visura, fascicolo aziendale e accessi telematici all’Agenzia delle Entrate. Sono esattamente i passaggi che trovi spiegati, uno per uno, nella guida pratica allegata a questo articolo, con checklist dei documenti e calendario operativo a 7, 15 e 30 giorni.
In sintesi
Il messaggio, per chi coltiva, è doppio. Da un lato c’è un’opportunità reale: fino al 20% sul carburante e fino al 30% sui fertilizzanti, su spese già sostenute. Dall’altro c’è una responsabilità: verificare sempre le fonti ufficiali del MASAF e dell’Agenzia delle Entrate, non fidarsi delle scorciatoie e farsi seguire da un professionista. La misura cambierà ancora con il decreto attuativo. Chi arriva preparato, con le fatture in ordine, sarà il primo a trasformare un annuncio in un risparmio concreto.
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Domande frequenti (FAQ)
A chi spettano i crediti d’imposta su gasolio e fertilizzanti agricoli 2026?
Alle imprese agricole individuate dall’art. 2135 del Codice civile: ditte individuali, coltivatori diretti, società e cooperative agricole, di qualsiasi dimensione. Le imprese esclusivamente agromeccaniche (conto terzi) restano escluse dal credito sul gasolio.
Quanto vale il credito d’imposta?
Fino al 20% sulla spesa per gasolio e benzina dei mezzi agricoli e fino al 30% sulla spesa per fertilizzanti, calcolate al netto dell’IVA, per gli acquisti dei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
I crediti sono già utilizzabili nel 2026?
No. I crediti esistono e sono finanziati, ma mancano il decreto attuativo MASAF-MEF e i codici tributo per il modello F24. Al momento si può solo preparare la documentazione, in attesa dell’apertura della procedura.
Come si usa il credito?
Esclusivamente in compensazione con il modello F24, tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre 2026. Non è un rimborso in denaro e il credito sul gasolio non è cedibile a terzi.
Quali spese rientrano e in che periodo?
Gasolio e benzina per i mezzi agricoli (trattori, mietitrebbie, macchine operatrici) e fertilizzanti agricoli, documentati da fattura e al netto dell’IVA, per gli acquisti effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
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Fonti
- Gazzetta Ufficiale — Decreto-Legge 3 aprile 2026, n. 42 (introduce l’art. 8-ter sul credito gasolio agricolo).
- Agenzia delle Entrate / Fisco Oggi — DL carburanti quater, le misure di sostegno.
- MASAF — Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (aggiornamenti su decreto attuativo).
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