
Credito d’imposta gasolio agricolo: 90 milioni sbloccati, come fare domanda
Share This Article
Il decreto attuativo Masaf-Mef è arrivato. Ora la partita si gioca sul portale SIAN, sulle fatture di marzo-maggio e su un requisito che molti scoprono troppo tardi.
Il credito d’imposta gasolio agricolo esce dalla carta e diventa liquidità. Masaf e Mef hanno firmato il decreto attuativo che rende operativi 90 milioni di euro per le imprese agricole colpite dai rincari della primavera 2026. Il beneficio arriva fino al 20% della spesa sostenuta tra il 1° marzo e il 31 maggio, al netto dell’IVA. Le domande passano dal portale SIAN gestito da AGEA. Un requisito, però, taglia fuori chi non se ne occupa per tempo: serve il fascicolo aziendale validato per la campagna 2026.
Che cos’è il credito d’imposta gasolio agricolo e quanto vale
Il credito d’imposta gasolio agricolo è un contributo straordinario riconosciuto alle imprese agricole fino al 20% della spesa per gasolio e benzina destinati ai mezzi aziendali, al netto dell’IVA. Copre gli acquisti effettuati dal 1° marzo al 31 maggio 2026, riscaldamento delle serre orticole compreso. Si utilizza solo in compensazione con modello F24 entro il 31 dicembre 2026.
Il percorso normativo è stratificato e conviene ricostruirlo. La misura viene istituita dal decreto legge 3 aprile 2026, n. 42, confluisce in sede di conversione nell’articolo 8-ter del decreto legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito nella legge 88/2026, e viene infine ampliata dal decreto legge 89/2026 del 22 maggio. Quest’ultimo passaggio triplica la dotazione da 30 a 90 milioni, estende il periodo ad aprile e maggio, include il riscaldamento delle serre destinate alle piante orticole.
Sul singolo beneficiario opera un tetto di 50 mila euro. Deriva dal quadro temporaneo sugli aiuti di Stato che la Commissione europea ha adottato il 29 aprile 2026 per i settori colpiti dalla crisi mediorientale, operativo fino al 31 dicembre 2026.
Chi può presentare domanda
Il perimetro soggettivo è ampio e prescinde dal regime fiscale. Rientrano imprenditori agricoli individuali, società semplici, società agricole di persone e di capitali, cooperative. Il riferimento è l’articolo 2135 del Codice civile: coltivazione, selvicoltura, allevamento e attività connesse.
Sono ammessi anche i soggetti esonerati dagli adempimenti IVA ai sensi dell’articolo 34, comma 6, del DPR 633/1972, perfino quando non risultino iscritti alla Camera di Commercio. È il gruppo che rischia di autoescludersi per un equivoco, convinto di non avere i requisiti formali.
Il requisito che filtra davvero è un altro: bisogna essere agricoltori in attività titolari di fascicolo aziendale regolarmente validato per la campagna 2026. Chi ha il fascicolo scaduto, incompleto o in aggiornamento presso il CAA deve sistemarlo prima dell’apertura della finestra, non durante.
Le esclusioni e i casi dubbi
Restano fuori le imprese agromeccaniche che operano come attività autonoma: per i contoterzisti è la terza esclusione consecutiva dalle misure sul caro carburante. Diverso il caso delle lavorazioni conto terzi svolte dall’imprenditore agricolo in regime di attività connessa, nel rispetto del principio di prevalenza previsto dal terzo comma dell’articolo 2135: qui l’accesso al beneficio non è precluso.
Un secondo dubbio riguardava il tipo di mezzo. Il riferimento normativo ai mezzi impiegati nell’attività agricola sembrava restringere il campo alle macchine agricole definite dall’articolo 57 del Codice della strada, lasciando in sospeso le attrezzature fisse. La ricostruzione della misura successiva alla firma del decreto include esplicitamente le motopompe per l’irrigazione insieme a trattori e mezzi per la raccolta.
Terzo dubbio, sul carburante. La norma non richiama il gasolio ad accisa agevolata del DPR 173/1998. Chi ha acquistato carburante ordinario in attesa dell’assegnazione annuale delle quote agevolate non è quindi automaticamente escluso.
La misura in sintesi
| Voce | Contenuto |
| Norma di riferimento | DL 42/2026 → art. 8-ter DL 38/2026 conv. L. 88/2026 → ampliato da DL 89/2026 |
| Dotazione | 90 milioni di euro per il 2026 (30 iniziali + 60 aggiuntivi) |
| Aliquota | Fino al 20% della spesa, al netto dell’IVA |
| Periodo agevolabile | 1° marzo – 31 maggio 2026 (data di consegna o spedizione) |
| Spese ammesse | Gasolio e benzina per mezzi agricoli e motopompe; riscaldamento serre orticole |
| Requisito di accesso | Fascicolo aziendale validato per la campagna 2026 |
| Tetto per impresa | 50.000 euro (quadro temporaneo UE, 29 aprile 2026) |
| Canale di presentazione | Portale SIAN, in proprio o tramite CAA con mandato |
| Documenti da allegare | Fatture di acquisto + prova di consegna o spedizione del carburante |
| Scadenza | Entro il 30 settembre 2026; data esatta fissata da circolare AGEA |
| Utilizzo | Solo compensazione in F24 entro il 31 dicembre 2026 |
| Cessione del credito | Non ammessa; non trasferibile ai soci di società agricole |
| Fiscalità | Non concorre al reddito imponibile né alla base IRAP |
| Se le domande eccedono | Riparto proporzionale automatico tra tutti i beneficiari |
Come si presenta la domanda su SIAN
Le istanze si presentano esclusivamente in via telematica attraverso il portale SIAN, direttamente dal beneficiario oppure tramite un Centro di assistenza agricola con mandato. AGEA raccoglie le domande, verifica i requisiti, riparte le risorse e comunica a ciascuno l’importo effettivamente spettante dopo la chiusura della finestra.
Il calendario esatto non è ancora pubblico. AGEA Coordinamento deve emanare una propria circolare entro dieci giorni dalla pubblicazione del decreto attuativo, e sarà quella circolare a fissare la data di scadenza. Il termine ultimo indicato è il 30 settembre 2026, con una finestra di apertura di alcune settimane.
Alla domanda vanno allegate le copie delle fatture di acquisto e la documentazione idonea a comprovare l’effettiva consegna o spedizione del carburante. Va indicato l’ammontare complessivo delle spese sostenute nel trimestre, come risultante dalle fatture allegate.
Le due precisazioni che evitano gli errori più frequenti
- Rileva la data di effettuazione dell’operazione, coincidente con la consegna o la spedizione, non la data di emissione del documento.
- La norma istitutiva chiede la fattura come prova dell’acquisto e non pretende che il pagamento sia già avvenuto: può collocarsi anche dopo la presentazione dell’istanza. Alcune ricostruzioni pubblicate prima della firma parlavano di documentazione dei pagamenti tracciabili; conviene predisporla comunque, in attesa che la circolare AGEA chiarisca il punto.
Perché il 20% non è garantito
La formula normativa dice fino al 20% e non è una cautela di stile. Il plafond di 90 milioni è un limite di spesa rigido. Se la somma dei crediti richiesti resta sotto la soglia, l’aliquota è piena. Se la supera, scatta un riparto proporzionale automatico fra tutti i beneficiari.
Il precedente più utile è quello della pesca: dieci milioni di dotazione, stessa aliquota, meccanismo operativo da giugno, richieste rientrate nella capienza. L’agricoltura ha una platea molto più larga, quindi l’esito è meno prevedibile.
Il credito non concorre alla formazione del reddito imponibile né della base IRAP. È cumulabile con altre agevolazioni sui medesimi costi, purché il cumulo non superi la spesa effettivamente sostenuta. Non è cedibile a terzi e non è trasferibile ai soci delle società agricole: una differenza netta rispetto ai crediti energetici del biennio 2022-2023, che molte imprese ricordano come monetizzabili in banca.
| Curiosità — Bruxelles consentiva molto di più Il quadro temporaneo UE del 29 aprile 2026 permetteva agli Stati membri di reintegrare fino al 70% degli aumenti di prezzo su carburanti e fertilizzanti registrati dopo il 28 febbraio 2026, oppure di erogare aiuti forfettari fino a 50 mila euro per azienda. L’Italia ha scelto la strada più semplice da amministrare: una percentuale fissa sulla spesa complessiva, non sull’incremento, con il massimale europeo applicato come tetto individuale. Più rapido da liquidare, meno generoso verso chi ha subito i rincari maggiori. |
Falsi miti sul credito d’imposta gasolio agricolo
| Falso mito | Come stanno le cose |
| “Arriva in automatico con la dichiarazione dei redditi” | No. Serve una domanda esplicita sul portale SIAN entro la finestra fissata da AGEA. |
| “Basta avere la partita IVA agricola” | Serve anche il fascicolo aziendale validato per la campagna 2026. |
| “Il 20% è garantito a tutti” | È un massimo. Se le richieste superano i 90 milioni, viene ridotto in proporzione. |
| “Devo aver già pagato la fattura” | La norma chiede la fattura come prova dell’acquisto: il pagamento può seguire. |
| “Vale solo per il gasolio ad accisa agevolata” | La norma non richiama il DPR 173/1998: rileva l’impiego agricolo, non il regime di accisa. |
| “Chi è in regime di esonero IVA è escluso” | I soggetti ex art. 34 c.6 DPR 633/1972 sono ammessi, anche senza iscrizione alla CCIAA. |
| “Posso cedere il credito in banca come nel 2022” | Non è cedibile né trasferibile ai soci. Solo compensazione in F24. |
| “Chi presenta domanda per primo prende di più” | Il riparto è proporzionale, non cronologico. |
| “Le serre riscaldate sono escluse” | Lo erano nella prima versione. Il DL 89/2026 ha incluso le serre per piante orticole. |
Dove si colloca dentro il pacchetto carburanti 2026
Il credito agricolo non viaggia da solo. Tra marzo e luglio il governo ha costruito una serie di interventi paralleli, ricalibrati sull’andamento dei prezzi internazionali. Leggerli insieme aiuta a capire quanta parte del costo aziendale resta scoperta.
| Misura | Dotazione | Aliquota | Stato |
| Gasolio e benzina agricoli | 90 mln | Fino al 20% | Decreto attuativo firmato; domande SIAN entro il 30/09 |
| Fertilizzanti agricoli | 40 mln | Fino al 30% | Previsto dal DL 89/2026, attuazione in corso |
| Pesca | 10 mln | 20% | Operativo da giugno 2026 |
| Autotrasporto | 300 mln | 20% | Credito prorogato; taglio accise sul gasolio in parallelo |
Il confronto restituisce una gerarchia chiara. L’autotrasporto ha ottenuto la dotazione più consistente e uno sconto diretto sulle accise. L’agricoltura ha ottenuto un ristoro successivo, subordinato a domanda e a capienza. La differenza pesa sul flusso di cassa: nel primo caso lo sconto è immediato alla pompa, nel secondo arriva mesi dopo e sotto forma di compensazione fiscale.
Cosa fare adesso, prima che la finestra si apra
L’errore più comune, in misure di questo tipo, è aspettare il click di apertura per iniziare a cercare i documenti. Le settimane utili si consumano in fretta. Il lavoro preparatorio va fatto ora:
- Verificare che il fascicolo aziendale sia validato per la campagna 2026: è il primo requisito di ammissibilità.
- Estrarre dalla contabilità tutte le fatture di gasolio e benzina con consegna fra il 1° marzo e il 31 maggio 2026.
- Separare gli imponibili dall’IVA e costruire un prospetto riepilogativo.
- Recuperare bolle di consegna o documenti di trasporto a corredo delle fatture.
- Isolare gli eventuali consumi per il riscaldamento delle serre, da documentare a parte.
- Controllare le credenziali SIAN e lo stato del mandato al CAA o al consulente.
Chi arriva alla data di apertura con questo fascicolo già pronto presenta la domanda nelle prime ore. Non è un vantaggio in senso stretto, perché il riparto è proporzionale e non cronologico, ma riduce il rischio di errori sotto scadenza.
La soluzione: rendere leggibile il costo di produzione
Il rimborso copre una porzione limitata di un problema più grande. Gasolio e fertilizzanti costituiscono da soli circa la metà dei costi di produzione mediamente sostenuti nel settore primario, e nessun credito al 20% riequilibra un mercato in cui il prezzo di vendita si forma a valle.
Quando il costo del carburante sale in modo consistente, l’agricoltore ha due strade: assorbire il margine o dimostrare l’aumento. La seconda funziona solo se esiste un’infrastruttura di dati che renda visibile al distributore e al consumatore da dove nasce il prezzo finale.
È il terreno su cui lavora ProduttoriTOP. Il sistema di certificazione tramite QR code documenta ogni passaggio della filiera, dalla materia prima al banco vendita, e restituisce al produttore uno strumento per raccontare il proprio costo reale invece di subirlo. La tracciabilità di filiera, in questo scenario, smette di essere un adempimento e diventa una leva di negoziazione.
Il credito d’imposta gasolio agricolo va richiesto senza esitazioni: sono risorse già stanziate e la domanda costa poche ore di lavoro amministrativo. Ma la partita vera si gioca sulla capacità di ogni azienda di rendere verificabile ciò che produce e a quale prezzo. Controlla oggi stesso il fascicolo aziendale e prepara le fatture: quando la circolare AGEA fisserà la data, il tempo per rimediare sarà finito.
Domande frequenti
Chi può richiedere il credito d’imposta gasolio agricolo 2026?
Gli agricoltori in attività ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile, titolari di fascicolo aziendale validato per la campagna 2026, a prescindere da forma giuridica e regime contabile. Sono ammessi anche i soggetti in regime di esonero IVA. Sono escluse le imprese agromeccaniche che operano come attività autonoma.
Dove si presenta la domanda?
Esclusivamente in via telematica sul portale SIAN, direttamente dal beneficiario oppure tramite un Centro di assistenza agricola con mandato.
Entro quando va presentata?
Il termine ultimo indicato è il 30 settembre 2026. La data precisa sarà fissata dalla circolare che AGEA Coordinamento deve emanare entro dieci giorni dalla pubblicazione del decreto attuativo.
Devo aver già pagato le fatture per accedere al credito?
La norma istitutiva richiede la fattura come prova dell’acquisto e non subordina il beneficio all’avvenuto pagamento, che può quindi collocarsi anche in un momento successivo alla domanda. È comunque prudente conservare la documentazione dei pagamenti.
Come si utilizza il credito d’imposta?
Solo in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026, con i codici tributo che l’Agenzia delle Entrate dovrà istituire. Non è previsto rimborso diretto, non è cedibile a terzi, non è trasferibile ai soci.
Cosa succede se le domande superano i 90 milioni?
AGEA applica un riparto proporzionale automatico: l’aliquota effettiva scende sotto il 20% e viene comunicata a ciascun beneficiario dopo la chiusura della finestra.
Fonti
- Il Sole 24 ORE — Agricoltura, sbloccati 90 milioni per il gasolio: come fare domanda (28 luglio 2026)
- Decreto legge 22 maggio 2026, n. 89 — Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi e di sostegno alle attività economiche (G.U. n. 117 del 22 maggio 2026)
- Art. 8-ter del Decreto legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito con modificazioni dalla Legge 22 maggio 2026, n. 88
- Decreto legge 3 aprile 2026, n. 42 — istituzione del credito d’imposta per il settore agricolo
- Commissione europea — Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato ai settori colpiti dalla crisi in Medio Oriente, adottato il 29 aprile 2026
- Agrimpresa — Crediti d’imposta per acquisto di carburanti e fertilizzanti agricoli: cosa fare (luglio 2026)
- Confagricoltura Veneto, Confagricoltura Bologna e Unione Provinciale Agricoltori di Siena — circolari informative
- AgroNotizie — ricostruzione del pacchetto carburanti e posizione delle imprese agromeccaniche
- AGEA — Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura; portale SIAN
Le immagini possono essere generate con AI e hanno funzione illustrativa.
Nota redazionale: dati aggiornati al 28 luglio 2026. Alla data di redazione non risultano ancora pubblicati il testo integrale del decreto interministeriale, la circolare operativa di AGEA Coordinamento e i codici tributo dell’Agenzia delle Entrate. Le fonti disponibili divergono sulla durata minima della finestra di presentazione (venti o trenta giorni) e sul ruolo della documentazione dei pagamenti. Si raccomanda la verifica sui canali ufficiali prima della presentazione della domanda.
Potrebbe interessarti anche
- Gasolio agricolo, credito d’imposta fino al 20%: cosa cambia per gli agricoltori
- Le nuove tecnologie che stanno rivoluzionando la qualità dei prodotti alimentari
- Coltivare wasabi in Italia: come funziona e perché è una nuova opportunità agricola
- Calabria, il settore ortofrutticolo aumenta del 30% le esportazioni
- Cibo sostenibile: la nuova frontiera del food


