
Gasolio agricolo, credito d’imposta fino al 20%: cosa cambia per gli agricoltori, guida operativa
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Il D.L. 42/2026 estende anche all’agricoltura la misura prima riservata a pesca e autotrasporto. Risorse limitate e finestra stretta, ma per le aziende del Primario è un primo, vero ossigeno fiscale.
Un trattore in aratura primaverile può bruciare anche venticinque litri di gasolio l’ora. Quando il prezzo passa da 0,90 a 1,40 euro al litro, il salto non è un dettaglio contabile: è una falla nei conti di stagione. Da qui nasce il credito d’imposta gasolio agricolo introdotto dal Decreto-Legge 3 aprile 2026, n. 42, che riconosce alle imprese agricole un beneficio fiscale fino al 20% sulla spesa per carburante sostenuta nel mese di marzo 2026. Una misura attesa, frutto delle pressioni di Cia, Confagricoltura, Coldiretti e Copagri, che corregge un’esclusione iniziale e prova a salvare la stagione delle semine in pieno conflitto mediorientale.
Cosa prevede il D.L. 42/2026
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2026, il decreto carburanti bis interviene su quattro direttrici: rimodulazione del Transizione 5.0 con aliquota effettiva all’89,77%, taglio temporaneo delle accise tra l’8 aprile e il 1° maggio 2026, sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e — questa la parte che riguarda il settore primario — credito d’imposta straordinario sui carburanti agricoli.
L’articolo 1, comma 1, lettera b), inserisce nel D.L. 38/2026 il nuovo articolo 8-ter: alle imprese agricole è riconosciuto un contributo straordinario, in forma di credito d’imposta, fino al 20% della spesa sostenuta nel marzo 2026 per l’acquisto di gasolio e benzina destinati ai mezzi impiegati in attività agricola, al netto IVA. Plafond complessivo: 30 milioni di euro per l’anno 2026.
La formula “fino al” non è retorica. Se le richieste superano il plafond, l’Agenzia delle Entrate riproporzionerà la percentuale spettante a ciascun beneficiario in base alle risorse effettivamente disponibili. La fruizione deve rispettare la disciplina europea sugli aiuti di Stato.
A chi spetta e quali spese rientrano
Il perimetro soggettivo è ampio. La misura raggiunge gli imprenditori agricoli ex art. 2135 del Codice civile, indipendentemente da forma giuridica e regime fiscale: ditte individuali, società agricole, cooperative, microimprese e PMI. Rientrano coltivazione, selvicoltura, allevamento e attività connesse al ciclo produttivo agricolo.
Resta da chiarire un nodo non secondario: le imprese agromeccaniche — quelle che svolgono lavorazioni per conto terzi con trattori e mietitrebbie — non sono espressamente incluse. Il decreto attuativo, atteso dal MASAF di concerto con il MEF entro il 4 maggio 2026, dovrà sciogliere il dubbio. La richiesta di chiarimento interpretativo è già arrivata dalle confederazioni.
Sul piano oggettivo l’agevolazione copre gasolio e benzina acquistati nel mese di marzo 2026, destinati all’alimentazione dei mezzi agricoli, al netto IVA, comprovati dalle relative fatture d’acquisto. Restano fuori utilizzi estranei o non riconducibili all’esercizio dell’impresa agricola.
Come si utilizza il credito: F24, scadenze, cumulabilità
Il meccanismo operativo segue uno schema collaudato. Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline), entro il 31 dicembre 2026. Il codice tributo sarà definito da apposita risoluzione una volta operativo il decreto attuativo MASAF-MEF.
Tre caratteristiche meritano particolare attenzione, perché incidono sul calcolo della convenienza fiscale per ciascuna azienda agricola:
- non concorre alla formazione del reddito imponibile né della base imponibile IRAP;
- non è soggetto ai limiti generali di compensazione previsti dall’art. 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000 n. 388;
- è cumulabile con altre agevolazioni sui medesimi costi, purché il cumulo non superi il costo effettivamente sostenuto.
Il credito non è cedibile a terzi né rimborsabile in denaro. L’unica strada percorribile è la compensazione fiscale tramite F24.
Caro gasolio: i numeri che spiegano l’intervento
Per cogliere la portata del provvedimento serve leggere la dinamica dei prezzi degli ultimi mesi e l’incidenza del carburante sui costi delle filiere agricole italiane.
Andamento del prezzo del gasolio agricolo e impatto sulle filiere
| Voce | Inizio 2026 | Marzo 2026 | Variazione |
| Prezzo gasolio agricolo (€/litro) | 0,85 — 0,90 | 1,40 — 1,50 | +44% / +55% |
| Urea (€/tonnellata) | 585 | 835 | +42% |
| Incidenza carburante su costi totali (orto-flora-zootecnia) | — | 15% — 20% | — |
| Plafond statale 2026 (€) | — | 30.000.000 | — |
| Aliquota credito d’imposta | — | fino al 20% | — |
Nei comparti più energivori — orto-florovivaismo, fungicoltura, zootecnia, piscicoltura, oltre a irrigazione e trasformazione dei foraggi — il carburante può rappresentare il 15-20% dei costi totali di produzione. Quando il prezzo cresce di oltre il 50% su un input che pesa un quinto dei costi, il margine evapora. È esattamente il rischio che il governo ha provato a tamponare nel mese delle semine primaverili, periodo di massima domanda di lavorazioni meccaniche.
Curiosità e falsi miti sul credito d’imposta gasolio agricolo
Una curiosità per inquadrare la portata del problema: secondo Copagri, dall’inizio della crisi mediorientale il gasolio agricolo si è impennato del 55-60%, “passando da 85-90 centesimi al litro a 1,45 euro al litro”, spingendo le aziende ad anticipare gli acquisti o a rimandare lavorazioni. Sulla misura, intanto, circolano interpretazioni superficiali. Vale la pena fare ordine.
Miti contro fatti
| Mito diffuso | Cosa dice davvero il D.L. 42/2026 |
| “Tutte le aziende riceveranno il 20% pieno.” | L’aliquota è “fino al 20%”. Se le richieste superano il plafond di 30 milioni, la percentuale viene riproporzionata. |
| “Vale per tutto il 2026.” | Copre solo il gasolio e benzina acquistati nel mese di marzo 2026. Le associazioni chiedono l’estensione ad aprile-maggio in conversione. |
| “Posso ottenere il rimborso in conto corrente.” | Il credito è solo in compensazione su F24. Né cedibile a terzi né rimborsabile in denaro. |
| “Anche le ditte agromeccaniche sono incluse di diritto.” | Non espressamente. Il decreto attuativo MASAF-MEF dovrà chiarire se le imprese che lavorano per conto terzi rientrino o meno. |
| “Aumenta il reddito imponibile, quindi pagherò più tasse.” | Falso. Il credito non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP. |
Limiti, criticità e prossimi passi attesi
Tre nodi restano sul tavolo. Il primo: 30 milioni per coprire un mese di consumi del comparto agricolo nazionale sono una cifra modesta, soprattutto se la platea risponde in massa. La proporzionalità del beneficio rischia di abbassare la percentuale effettiva ben sotto la soglia teorica del 20%, riducendo l’efficacia per ciascuna azienda.
Il secondo: l’estensione temporale. Le associazioni di categoria — Cia, Confagricoltura, Coldiretti, Copagri — chiedono che, in sede di conversione in legge, la misura venga prorogata anche ad aprile e maggio 2026, periodo di massimo fabbisogno energetico nei campi. Il precedente del comparto pesca, dove la copertura è stata più estesa, fa da riferimento politico e tecnico.
Il terzo: i fertilizzanti. L’urea ha toccato 835 €/tonnellata contro i 585 pre-conflitto, con incrementi fino al 60% sui composti azotati. Il caro gasolio, pur fortemente impattante, è solo una delle voci sotto pressione. Servono interventi strutturali, non solo emergenziali, e una visione di lungo periodo sull’autoproduzione energetica in azienda.
Filiera trasparente: la vera difesa dopo l’emergenza
Il bonus fiscale dà ossigeno per qualche mese. Ma il vero argine al caro carburante in agricoltura sta a monte: nella capacità della filiera di farsi leggere dai consumatori e dalla GDO, di giustificare il prezzo del prodotto finito attraverso la trasparenza dei costi sostenuti dal produttore.
È qui che la tracciabilità di filiera diventa strumento competitivo, non onere burocratico. Quando l’agricoltore può dimostrare al consumatore — e al distributore — l’impatto reale di gasolio, fertilizzanti e manodopera sul prezzo finale, l’aumento al banco frutta non è più imposizione opaca ma conseguenza documentata. Piattaforme come Produttori TOP raccontano esattamente questo: ogni passaggio della filiera diventa visibile, e la scelta del consumatore diventa informata. Il credito d’imposta è la cura immediata; la trasparenza è la prevenzione strutturale.
La soluzione concreta: cosa fare adesso
In attesa del decreto attuativo MASAF-MEF, ogni azienda agricola ha tre azioni operative da mettere in agenda fin da subito:
- Archiviare le fatture di gasolio e benzina di marzo 2026 al netto IVA, con riferimento esplicito ai mezzi agricoli alimentati e alla destinazione d’uso aziendale.
- Predisporre la documentazione sull’attività agricola svolta — fascicolo aziendale aggiornato, partita IVA agricola, codice ATECO — per la futura procedura di prenotazione del credito.
- Monitorare quotidianamente il sito MASAF e il portale dell’Agenzia delle Entrate per l’apertura della finestra istanze, la pubblicazione del codice tributo e le eventuali modalità di click-day.
Chi si prepara ora arriverà pronto al momento dell’apertura. Chi aspetta rischia di perdere la finestra, soprattutto se la riproporzione abbassa la percentuale effettiva. La fiscalità agricola, oggi più che mai, non si improvvisa.
FAQ — Domande frequenti sul credito d’imposta gasolio agricolo
Chi può beneficiare del credito d’imposta sul gasolio agricolo?
Possono accedere tutti gli imprenditori agricoli ai sensi dell’art. 2135 del Codice civile, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime fiscale adottato. Rientrano dunque ditte individuali, società agricole, cooperative, microimprese e PMI che svolgono coltivazione, selvicoltura, allevamento e attività connesse. Resta da chiarire la posizione delle imprese agromeccaniche.
Quale spesa è ammissibile?
L’agevolazione copre il gasolio e la benzina acquistati nel mese di marzo 2026 e destinati all’alimentazione dei mezzi impiegati nelle attività agricole. Il calcolo si effettua al netto dell’IVA, sulla base delle fatture d’acquisto. Restano esclusi gli usi non riconducibili all’esercizio dell’impresa agricola.
Quando e come si utilizza il credito?
Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline), entro il 31 dicembre 2026. Il codice tributo specifico sarà reso noto con risoluzione successiva al decreto attuativo MASAF-MEF, attesa entro il 4 maggio 2026.
Il credito è cumulabile con altre agevolazioni?
Sì. Il credito è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi, a condizione che il cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP, non porti al superamento del costo effettivamente sostenuto.
Cosa succede se le richieste superano il plafond di 30 milioni?
La percentuale effettiva del credito viene riproporzionata in base alle risorse disponibili e al numero dei richiedenti. Per questo motivo la norma utilizza la formula “fino al 20%”: l’aliquota teorica massima potrebbe ridursi se la domanda complessiva supera la copertura finanziaria stanziata.
Fonti istituzionali
- Gazzetta Ufficiale — Decreto-Legge 3 aprile 2026, n. 42, GU Serie Generale n. 78 del 3 aprile 2026, art. 1 comma 1 lett. b) (introduce art. 8-ter D.L. 38/2026)
- MASAF — Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, comunicato del 3 aprile 2026
- Fisco Oggi — Agenzia delle Entrate, “Carburanti e crediti d’imposta: le misure fiscali del Dl energia”, aprile 2026
- Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani, Coldiretti, Copagri — comunicati ufficiali aprile 2026
- Codice civile — art. 2135 (definizione di imprenditore agricolo)
- Reg. UE — disciplina sugli aiuti di Stato in agricoltura
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