
Listeria, 59 lotti richiamati in Italia: come controllare la confezione e cosa fare se l’hai acquistata
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Vitello tonnato, tacchino arrosto e lonza di maiale, venduti sia al supermercato sia nelle gastronomie: il Ministero della Salute ha pubblicato sei avvisi in un giorno solo. Qui trovi come leggere lotto e scadenza sulla vaschetta e il link all’elenco ufficiale.
Articolo aggiornato al 27 ottobre 2026. Verifica eventuali aggiornamenti o revoche sul portale del Ministero della Salute.
Il richiamo Listeria del 19 ottobre 2026 riguarda 59 lotti di prodotti gastronomici pronti al consumo: vitello tonnato, tacchino arrosto al limone, tacchino al forno, arrosto di tacchino ai funghi e lonza di maiale. Escono tutti da un unico stabilimento in provincia di Treviso e sono venduti con due marchi, uno dei quali di una grande catena della distribuzione. Il motivo è la possibile presenza di Listeria monocytogenes. Le scadenze arrivano fino al 7 novembre, quindi qualche confezione chiusa potrebbe essere ancora in giro. Qui trovi come leggere l’etichetta, dove sta l’elenco ufficiale e cosa fare.
| In breve Controlla tre dati sulla vaschetta: il marchio, il numero di lotto (inizia con la lettera L, tra L259/26 e L282/26) e la data di scadenza (tra il 16/10/2026 e il 07/11/2026). Confrontali con gli avvisi ufficiali del Ministero della Salute: Scopri i lotti richiamati. Se coincidono, non aprire la confezione: riportala al punto vendita o buttala. Chi l’ha già mangiata e sta bene non deve fare nulla; chi è in gravidanza o fragile avvisi il medico. |
Richiamo Listeria del 19 ottobre: cosa è successo
Il primo avviso era arrivato la settimana prima e riguardava un solo lotto di vitello tonnato. Poi i controlli si sono allargati. Lunedì 19 ottobre il Ministero della Salute ha pubblicato sei avvisi, tutti riferiti allo stesso stabilimento. ANSA ha dato la notizia alle 18:30.
La formula usata negli avvisi è “possibile presenza di Listeria monocytogenes”: compare quando un controllo, interno o ufficiale, fa sospettare una contaminazione e l’azienda estende il ritiro a tutto ciò che è passato dalle stesse lavorazioni. Non significa che ogni vaschetta sia contaminata. Significa che nessuno può escluderlo. Negli avvisi non si parla di casi di malattia collegati; il produttore raccomanda di “non consumare i prodotti richiamati” e di eliminarli o restituirli al punto vendita.
Quali prodotti sono coinvolti e dove trovare i lotti
I lotti richiamati sono 59: 24 sotto il marchio della catena distributiva, 35 sotto il marchio del produttore. Le confezioni da 170, 180 e 300 grammi sono quelle da supermercato. I formati da 1,5 e 2 chili vanno soprattutto a gastronomie e banchi taglio, dove il prodotto viene affettato e venduto sfuso: lì il lotto non è sulla tua vaschetta, ma sul registro del negozio.
Non riportiamo qui i numeri di lotto: gli avvisi possono essere integrati o revocati nei giorni successivi e l’unica versione affidabile è quella ufficiale. Per conoscere marchi, lotti e scadenze esatti visita il portale del Ministero della Salute a questo link: Scopri i lotti richiamati. La tabella che segue dice quali prodotti e formati sono interessati, così sai subito se vale la pena controllare.
| Prodotto | Formato | Dove si compra | Scadenze interessate |
| Tacchino arrosto al limone | vaschetta 170 g | supermercato | dal 18/10 al 03/11/2026 |
| Vitello tonnato | vaschetta 180 g | supermercato | dal 17/10 al 02/11/2026 |
| Vitello tonnato | vaschetta 300 g | supermercato e gastronomie | dal 16/10 al 01/11/2026 |
| Vitello tonnato | confezione 1,5 kg | gastronomie e banchi taglio | dal 16/10 al 07/11/2026 |
| Lonza di maiale | confezione 1,5 kg | gastronomie e banchi taglio | dal 19/10 al 01/11/2026 |
| Tacchino al forno | confezione 2 kg | gastronomie e banchi taglio | dal 17/10 al 07/11/2026 |
| Arrosto di tacchino ai funghi | confezione 2 kg | gastronomie e banchi taglio | dal 17/10 al 07/11/2026 |
Fonte: avvisi del Ministero della Salute del 19 ottobre 2026, come riportati da ANSA. Marchi e numeri di lotto sono consultabili negli avvisi ufficiali.
Come controllare la confezione in tre passaggi
Una vaschetta di vitello tonnato assomiglia a un’altra. A renderla unica è solo la stampa a inchiostro sul retro o sulla pellicola. Serve un minuto.
Il marchio e il produttore
Davanti trovi il marchio commerciale. Dietro, nelle righe piccole, la dicitura “prodotto da” con nome dell’azienda e sede. Nei prodotti di origine animale c’è anche un ovale con la sigla IT, un codice e le lettere CE: è il marchio di identificazione dello stabilimento (Regolamento CE 853/2004), sempre riportato negli avvisi. Confronta questi tre elementi con l’avviso: stesso prodotto ma produttore diverso? La confezione non rientra nel richiamo alimentare.
Il numero di lotto
Per legge il lotto è preceduto dalla lettera L, salvo quando è già distinguibile dalle altre indicazioni. Qui ha la forma L264/26: tre cifre, una barra, l’anno. Un dettaglio conta: i lotti coinvolti vanno da 259 a 282, ma non sono tutti i numeri in mezzo. L269, L270, L276 e L277, per esempio, non compaiono in nessun avviso. Confronta il tuo numero con l’elenco ufficiale, voce per voce, non con l’intervallo.
La data di scadenza
Sui prodotti freschi la dicitura è “da consumarsi entro” seguita da giorno, mese e anno. Le scadenze richiamate vanno dal 16 ottobre al 7 novembre 2026, con finestre diverse per ogni referenza. Se marchio, lotto e scadenza coincidono con l’avviso, quella confezione non si mangia. Involucro già buttato? Trattala come richiamata.
Cosa fare se l’hai acquistata (e se l’hai già mangiata)
- Non aprire e non assaggiare. La Listeria non cambia odore, colore né sapore. Un prodotto contaminato sembra perfetto.
- Fotografa l’etichetta con lotto e scadenza ben leggibili: serve al punto vendita e, se dovessi stare male, al medico.
- Riportala al negozio. Gli avvisi indicano la restituzione al punto vendita per rimborso o sostituzione. Le grandi catene di solito rimborsano anche senza scontrino, ma decide il singolo esercente: chiedi al banco informazioni prima di buttare nulla.
- Se la butti, buttala chiusa. Niente avanzi agli animali domestici.
- Pulisci il ripiano del frigorifero dove stava la vaschetta, con acqua calda e detergente: la Listeria si moltiplica anche a 4 °C e può passare ad altri alimenti.
- Se l’hai già mangiata: in un adulto sano il rischio è basso; il peggio che capita di solito è una gastroenterite con febbre entro pochi giorni. In gravidanza, sopra i 65 anni o con difese immunitarie ridotte, avvisa il medico anche senza sintomi: la forma invasiva può comparire fino a 70 giorni dopo il pasto. Febbre alta, mal di testa forte, rigidità del collo o confusione: pronto soccorso, senza aspettare.
Perché la Listeria fa paura nei cibi pronti: i numeri
Listeria monocytogenes non è il batterio più diffuso negli alimenti. È il più severo. Secondo il rapporto One Health di EFSA ed ECDC pubblicato il 9 dicembre 2025, nel 2024 i casi confermati di listeriosi nell’Unione europea sono stati 3.041, il dato più alto degli ultimi cinque anni. Tra i pazienti con esito noto, il 97,3% è finito in ospedale e il 15,6% è morto. L’anno prima, con 2.952 casi, la letalità era stata del 19,7%.
In Italia i casi notificati sono stati 385 nel 2022, un anno di focolai estesi, e 231 nel 2023. Nel 2024 la listeriosi è stata la terza zoonosi per numero di casi nel Paese. Il Fatto Alimentare ha contato 196 prodotti richiamati per Listeria in Italia nel solo 2024.
Il motivo per cui i prodotti pronti al consumo sono i più esposti sta nella biologia del batterio. La Listeria è psicrotrofa: cresce lentamente, ma cresce anche a temperatura di frigorifero. Un affettato con tre settimane di vita commerciale le dà tutto il tempo che le serve. Il Regolamento (CE) 2073/2005 fissa il limite a 100 unità formanti colonia per grammo nei cibi pronti. La cottura a cuore oltre i 70 gradi la uccide, ma il vitello tonnato si mangia freddo, e nessuno cuoce una fetta di lonza già cotta.
| Dato | Valore | Fonte |
| Casi di listeriosi UE, 2024 | 3.041 (massimo degli ultimi 5 anni) | EFSA/ECDC, One Health Zoonoses Report 2024 |
| Ospedalizzazione tra i casi con esito noto, 2024 | 97,3% | EFSA/ECDC 2024 |
| Letalità UE, 2024 / 2023 | 15,6% / 19,7% | EFSA/ECDC 2024 e 2023 |
| Casi notificati in Italia, 2022 / 2023 | 385 / 231 | ISS EpiCentro |
| Prodotti richiamati per Listeria in Italia, 2024 | 196 | Il Fatto Alimentare |
| Limite nei cibi pronti (Reg. CE 2073/2005) | 100 ufc/g durante la vita commerciale | Regolamento (CE) 2073/2005 |
| Temperatura di crescita | da 0 a 45 °C circa; si moltiplica in frigorifero | ISS EpiCentro |
| Incubazione della forma invasiva | fino a 70 giorni (mediana 1-4 settimane) | ISS EpiCentro / ECDC |
Dati epidemiologici e normativi di riferimento.
| Curiosità Il batterio prende il nome da Joseph Lister, il chirurgo inglese che nell’Ottocento introdusse l’antisepsi in sala operatoria. E si muove in modo insolito: dentro le cellule umane costruisce una coda di actina, la stessa proteina che fa contrarre i muscoli, e la usa come propulsore per passare da una cellula a quella accanto senza mai uscire allo scoperto, lontano dagli anticorpi. |
Falsi miti sul richiamo Listeria
| Il falso mito | Come stanno le cose |
| “Se non puzza, è buono” | La Listeria non altera aspetto, odore o sapore. Il controllo si fa sull’etichetta, non con il naso. |
| “L’ho tenuto in frigo, quindi è sicuro” | Il freddo rallenta quasi tutti i batteri; questo no. A 4 °C continua a moltiplicarsi, anche se più lentamente. |
| “Basta scaldarlo e passa tutto” | A 70 °C a cuore il batterio muore, ma gli avvisi dicono di non consumare il prodotto. Restituirlo è la strada giusta, e il rimborso spetta comunque. |
| “Hanno richiamato tutto: l’azienda è pericolosa” | Un richiamo esteso significa che il sistema di autocontrollo ha funzionato e che il produttore ha preferito ritirare più del necessario. Il rischio vero è il richiamo che non viene fatto. |
| “Sono sano, non mi riguarda” | Vero per il singolo pasto. Ma l’avanzo nel frigo può finire a un genitore anziano, a una compagna incinta, a un amico in chemioterapia. |
| “Vale solo per chi ha comprato al supermercato” | I formati da 1,5 e 2 kg sono venduti a gastronomie e banchi taglio: chi ha comprato affettati sfusi può chiedere al negoziante il lotto. |
Il lotto è la chiave della tracciabilità
Senza quel codice a inchiostro, il ritiro avrebbe dovuto riguardare tutto il vitello tonnato uscito dallo stabilimento negli ultimi due mesi. Con il lotto, l’azienda ha isolato 59 partite e lasciato sugli scaffali il resto. È l’articolo 18 del Regolamento (CE) 178/2002 a imporre a ogni operatore di sapere da chi ha ricevuto e a chi ha consegnato ogni partita; l’articolo 19 lo obbliga a ritirarla e ad avvisare le autorità quando sospetta un rischio. La tracciabilità alimentare esiste per i giorni come il 19 ottobre.
Il lotto, però, racconta solo l’ultimo tratto del viaggio: non dice da quale allevamento viene la carne né quanti passaggi ha fatto prima della vaschetta. Su ProduttoriTop Magazine abbiamo già spiegato come leggere l’origine e il lotto in etichetta e quali strumenti, dal QR code alla filiera documentata, permettono a un produttore di mostrare quel viaggio per intero. È la logica con cui nell’app ProduttoriTop ogni prodotto certificato espone la propria filiera con un codice da inquadrare. Un richiamo resta possibile anche lì. Ma lo trovi prima, e sai esattamente cosa hai in mano.
La soluzione: trenta secondi alla cassa e un’iscrizione gratuita
Non serve diventare ispettori. Servono due abitudini.
- Alla cassa: guarda la scadenza e scegli la vaschetta più lontana. Un prodotto pronto che scade tra due giorni ha già dato alla Listeria tre settimane di vantaggio.
- A casa: frigorifero a 4 °C o meno (un termometro da due euro basta), affettati nel ripiano più freddo, consumati entro due o tre giorni dall’apertura. L’ISS ricorda che in gravidanza, sopra i 65 anni o con difese immunitarie ridotte è meglio evitare affettati e piatti pronti freddi, o scaldarli fino a fumare.
- Una volta sola: salva tra i preferiti la pagina degli avvisi del Ministero della Salute e controllala quando compri cibi pronti. È gratuita, ufficiale e aggiornata prima dei giornali.
Il richiamo Listeria di ottobre sparirà dagli scaffali in pochi giorni, perché la vita commerciale di questi prodotti è breve. Quello che resta è il metodo: marchio, lotto, scadenza. Tre dati, un minuto, e la prossima volta che un titolo dice “59 lotti richiamati” saprai già se il richiamo Listeria ti riguarda.
Domande frequenti
Dove trovo l’elenco ufficiale dei marchi e dei lotti richiamati?
Nella sezione “Avvisi e richiami di prodotti alimentari” del portale del Ministero della Salute, dove vengono pubblicati anche gli aggiornamenti e le eventuali revoche: Scopri i lotti richiamati.
Posso mangiare il vitello tonnato richiamato se lo cuocio bene?
La cottura a 70 °C a cuore uccide la Listeria, ma gli avvisi del Ministero chiedono di non consumare il prodotto e di restituirlo. Il rimborso spetta in ogni caso: non ha senso correre un rischio per evitarlo.
Ho già mangiato una confezione di un lotto richiamato. Cosa devo fare?
Se sei un adulto sano e stai bene, osserva come ti senti per qualche settimana: febbre, diarrea o dolori muscolari vanno riferiti al medico citando il richiamo. In gravidanza, sopra i 65 anni o con difese ridotte, chiama il medico subito, anche senza sintomi.
Il rimborso vale anche senza scontrino?
Gli avvisi parlano di restituzione al punto vendita. La maggior parte delle catene accetta il reso anche senza scontrino, ma la decisione spetta al negozio: porta la confezione chiusa e la foto dell’etichetta.
Il richiamo riguarda tutta Italia?
Gli avvisi non limitano la distribuzione a singole regioni. Considera il richiamo valido ovunque tu abbia comprato il prodotto.
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Fonti
- ANSA, “Rischio listeria, richiamati 59 lotti di vitello tonnato, tacchino e lonza”, 19 ottobre 2026 – https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/alimentazione/2026/10/19/rischio-listeria-richiamati-59-lotti-di-vitello-tonnato-tacchino-e-lonza_632585f7-4d21-4b17-ac19-78e855930bf1.html
- Ministero della Salute, sezione “Avvisi e richiami di prodotti alimentari” (sei avvisi del 19 ottobre 2026) – https://www.salute.gov.it/new/it/avvisi/avvisi-e-richiami-di-prodotti-alimentari/
- EFSA ed ECDC, “The European Union One Health 2024 Zoonoses Report”, EFSA Journal 2025;23(12):e9759, 9 dicembre 2025 (DOI 10.2903/j.efsa.2025.9759) – https://doi.org/10.2903/j.efsa.2025.9759
- EFSA ed ECDC, “The European Union One Health 2023 Zoonoses Report”, EFSA Journal 2024 (DOI 10.2903/j.efsa.2024.9106) – https://doi.org/10.2903/j.efsa.2024.9106
- Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro, “Rapporto One-Health sulle zoonosi nel 2024 nell’Unione europea” e “Rapporto One-Health sulle zoonosi nel 2023” (dati italiani) – https://www.epicentro.iss.it/zoonosi/rapporto-efsa-ecdc-zoonosi-ue-2024
- Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro, “Listeriosi – Informazioni generali” – https://www.epicentro.iss.it/listeria/default
- Regolamento (CE) n. 178/2002, artt. 18 e 19 (rintracciabilità e obblighi di ritiro); Regolamento (CE) n. 2073/2005 (criteri microbiologici); Regolamento (CE) n. 853/2004 (marchio di identificazione); Direttiva 2011/91/UE (indicazione del lotto) – https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32002R0178
- Il Fatto Alimentare, conteggio dei prodotti richiamati per Listeria in Italia nel 2024 – https://ilfattoalimentare.it/?p=237512
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Articolo redatto dalla redazione con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale per la ricerca e la verifica delle fonti.Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informativa e non sostituiscono il parere del medico né le indicazioni ufficiali del Ministero della Salute. Marchi, numeri di lotto e scadenze sono consultabili esclusivamente negli avvisi pubblicati sul portale ministeriale, che resta l’unica fonte autentica: prima di agire, verificare eventuali aggiornamenti o revoche.


