
Latte: prezzi giù, costi su. Quanto resta davvero all’allevatore?
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A settembre il latte del Nord si paga 49 centesimi al litro e il listino sembra risalire. Il mais però costa un quarto in più di aprile, e in molte stalle il conto di fine mese resta in rosso.
| In breve A settembre e ottobre 2026 il prezzo del latte alla stalla concordato al Masaf per il Nord Italia è di 49 centesimi al litro, più IVA e premi qualità, valido solo sui volumi prodotti nel 2025. Le stime di costo diffuse dalle organizzazioni agricole partono da 50 centesimi: per molte aziende il margine è vicino a zero o negativo. |
A luglio 2025 il latte spot, quello venduto senza contratto, valeva 68,3 centesimi al litro. Oggi il prezzo del latte alla stalla fissato al ministero dell’Agricoltura per il Nord Italia è di 49 centesimi, e vale solo per una parte della produzione. Intanto il mais è passato da una media nazionale di circa 230 euro la tonnellata, ad aprile, ai 285 quotati a Milano il 15 settembre. Due curve che si incrociano nel punto peggiore per chi munge. In stalla la domanda è una sola: pagati mangime, gasolio ed energia, cosa resta? Abbiamo rifatto i conti, fonte per fonte.
Prezzo del latte alla stalla: com’è sceso in dodici mesi
La crisi comincia nell’autunno 2025, quando le eccedenze di Germania, Francia e Olanda arrivano anche in Italia. Lo spot crolla a 47,9 centesimi a novembre, secondo il Masaf.
A dicembre il primo accordo al ministero fissa 54 centesimi per gennaio, 53 per febbraio e 52 per marzo. A fine inverno arrivano le disdette dei contratti. Si torna a Roma: 47 centesimi per aprile-giugno in cambio del ritiro delle disdette, eccedenze pagate al minimo dello spot di Milano.
Il 24 giugno arriva l’intesa oggi in vigore: 48 centesimi a luglio e agosto, 49 a settembre e ottobre, 50 a novembre e dicembre, più IVA e premi qualità. La media del semestre è 49 centesimi. Per Cristiano Fini, presidente della Cia, l’accordo “dà prospettiva alle stalle, ma manterremo alta la guardia”.
Il dettaglio che pesa sta in una riga: il prezzo pieno vale solo per i litri entro la produzione del 2025, anno record. Il resto si tratta azienda per azienda. È il doppio prezzo del latte, e divide le organizzazioni agricole. Coldiretti Lombardia lo difende come tutela della produzione storica. Danilo Barbaglio, presidente della sezione latte di Confagricoltura Lombardia, respinge invece l’idea di un “latte di serie A o di serie B soltanto in funzione dei volumi”.
Prezzo del latte alla stalla concordato al Masaf, Nord Italia (2026)
| Periodo | Centesimi/litro* | Accordo di riferimento |
| Gennaio | 54 | Tavolo Masaf, dicembre 2025 |
| Febbraio | 53 | Tavolo Masaf, dicembre 2025 |
| Marzo | 52 | Tavolo Masaf, dicembre 2025 |
| Aprile – giugno | 47 | Tavolo Masaf, 27 marzo 2026 |
| Luglio – agosto | 48 | Tavolo Masaf, 24 giugno 2026 |
| Settembre – ottobre | 49 | Tavolo Masaf, 24 giugno 2026 |
| Novembre – dicembre | 50 | Tavolo Masaf, 24 giugno 2026 |
* Più IVA e premi qualità; prezzo pieno solo sui volumi entro la produzione aziendale 2025. Fonti: Informatore Zootecnico (27/03 e 29/06/2026), L’Informatore Agrario (25/06/2026).
Il surplus arriva dal Nord Europa
Nel primo semestre 2026 le consegne di latte nell’Unione sono cresciute del 3,5%, con Olanda, Germania e Belgio in testa (European Dairy Farmers). Una nota al Consiglio Agricoltura dell’Ue (documento 7746/26) registrava già a dicembre 2025 un +5,7% su base annua.
L’effetto si legge nei dati dell’Osservatorio europeo del mercato del latte: media Ue alla stalla a 41,8 euro ogni 100 kg a luglio 2026, in stima provvisoria, contro 52,8 euro di luglio 2025. Oltre il 20% in meno.
Il fondo lo ha toccato il prezzo del latte spot: per marzo 2026 la stessa nota riporta, in dato preliminare, 20,75 euro ogni 100 kg sulla piazza di Lodi. Poco più di venti centesimi al chilo. Poi il recupero: tra il 7 e il 16 settembre lo spot nazionale a Milano vale 465 euro a tonnellata, ancora il 16,6% sotto il 2025 (Bmti). Il latte tedesco sulla stessa piazza quota 480 euro, il francese 455.
Mangimi su: mais, soia e foraggi tornano a pesare
In stalla la voce più pesante è la razione: l’Ismea lo ripete nelle sue analisi sui costi di produzione del latte, e le stime tecniche collocano l’alimentazione tra il 50 e il 60% del costo totale.
- Mais: media nazionale di circa 230 euro a tonnellata ad aprile (Bmti), 285-286 euro per il nazionale zootecnico alla Camera di commercio di Milano il 15 settembre. Circa +24% in cinque mesi.
- Soia: a Bologna, il 6 agosto, la farina di estrazione al 44% valeva 383-385 euro a tonnellata; media di agosto +16,7% sul 2025. L’Ue importa circa il 74% dei mangimi proteici che usa.
- Foraggi: erba medica e fieni di prato stabile costano tra il 15 e il 25% più della media degli ultimi cinque anni.
- Clima: nelle zone più colpite di Piemonte e Lombardia i danni al mais hanno superato il 30%, con punte del 70% (Informatore Zootecnico).
E il costo dei mangimi per l’allevamento non viaggia da solo: nel Padovano la Cia segnala gasolio agricolo da 0,70 a 1,40 euro al litro e urea da 40 a 100 euro al quintale.
Materie prime e latte spot: dove si muovono i prezzi
| Voce | Quotazione rilevata | Variazione e fonte |
| Mais nazionale zootecnico | 285–286 €/t (Milano, 15/09/2026) | ≈ +24% su media aprile 2026 (230 €/t) · CCIAA Milano, Bmti |
| Farina di soia 44% | 383–385 €/t (Bologna, 06/08/2026) | Media agosto +16,7% su agosto 2025 · Confagricoltura Cremona |
| Erba medica e fieni | — | +15/25% sulla media quinquennale · OmniTrattore |
| Latte spot nazionale | 465 €/t (Milano, 7–16/09/2026) | −16,6% su base annua · Bmti |
| Prezzo medio Ue alla stalla | 41,8 €/100 kg (luglio 2026, stima) | ≈ −21% su luglio 2025 · Commissione Ue, MMO |
Quotazioni all’ingrosso di piazze e date diverse: indicano la direzione dei prezzi, non il costo sostenuto dalla singola azienda.
Quanto resta all’allevatore: il conto per litro
Qui serve chiarezza sui numeri. Nelle nostre ricerche non abbiamo trovato un costo di produzione Ismea aggiornato al 2026. Le cifre disponibili sono quelle dichiarate dalle organizzazioni agricole. La Cia di Padova parla di almeno 50 centesimi al litro. Coldiretti Puglia, per le stalle del Sud, indica un prezzo di copertura tra 58 e 59 centesimi. Come termine di paragone, l’Ismea aveva calcolato 46 centesimi per il 2021, ammortamenti e interessi compresi.
Con il prezzo di settembre-ottobre, 49 centesimi, il quadro è questo.
Margine per litro con prezzo di 49 centesimi (settembre–ottobre 2026)
| Scenario di costo | Costo €/l | Margine €/l | Effetto su 1 milione di litri |
| Riferimento Ismea 2021 (storico) | 0,46 | +0,03 | +30.000 € |
| Stima Cia Padova, 2026 | 0,50 | −0,01 | −10.000 € |
| Stima Coldiretti Puglia, 2026 (valore medio) | 0,585 | −0,095 | −95.000 € |
Calcolo della redazione. Esclusi premi qualità e contributi PAC; costi di fonti e anni diversi. Il volume di 1 milione di litri è un’ipotesi di scala.
Per una stalla che consegna un milione di litri l’anno, ogni centesimo vale 10.000 euro. Un’azienda molto efficiente del Nord oggi sta più o meno in pari. Al Sud il margine dell’allevatore è negativo, e il latte oltre i volumi 2025 resta affidato alla trattativa privata. Luca Bisarello, presidente della Cia di Padova, lo ha riassunto così: “Da otto mesi stiamo lavorando in perdita”.
| Lo sapevi? Il termometro Milk:Feed L’Ismea misura la sostenibilità della razione con il Milk:Feed ratio: prezzo di 100 kg di latte diviso il prezzo di 100 kg di mangime base (70% mais, 30% farina di soia). Sotto 1,5 la situazione è considerata sfavorevole. Con i prezzi di settembre la nostra stima dà 1,51 per il latte a contratto e 1,48 per lo spot di Milano: proprio sulla soglia. Calcolo redazionale, da leggere come ordine di grandezza. |
Cosa rischia la filiera se le stalle chiudono
Tra il 2014 e il 2024 gli allevamenti da latte italiani sono calati del 25%, a poco più di 11.800 (Banca dati nazionale, via Clal e Ismea), mentre le consegne crescevano del 19%. Meno stalle, più grandi, più esposte ai costi fissi.
In Puglia, secondo Coldiretti, 209 stalle hanno chiuso tra il 2020 e giugno 2025. In Lombardia, che produce il 46% del latte nazionale, ad agosto il caseificio Bresciangrana ha sospeso il ritiro per poi riprenderlo a prezzo ridotto.
Al banco l’effetto si vede poco, perché il prezzo al consumo non segue quello alla stalla. Il rischio concreto è un altro: perdere allevamenti di pianura e di montagna che non si ricostruiscono in un anno, e con loro i formaggi DOP come il Grana Padano che dipendono da quel latte.
Falsi miti sul prezzo del latte
Cinque convinzioni che circolano nelle stalle e sui social, messe alla prova dei dati.
Falsi miti e realtà
| Falso mito | Cosa dicono i dati |
| «Se il prezzo concordato sale, l’allevatore guadagna di più» | Solo sui litri entro i volumi 2025. Il resto è a trattativa privata, e intanto mais e soia sono saliti più del latte. |
| «I mangimi sono calati, il problema è altrove» | Per Istat nel 2025 i prezzi dei mangimi sono scesi dello 0,4%, ma dopo +9,6% nel 2021 e +18,2% nel 2022. Nel 2026 mais e soia risalgono. |
| «Il latte in eccesso è colpa delle stalle italiane» | Il surplus è europeo: consegne Ue +3,5% nel primo semestre 2026, trainate da Olanda, Germania e Belgio. |
| «Vendere sotto il costo Ismea è sempre illegale» | Il D.Lgs. 198/2021 vieta prezzi manifestamente inferiori ai costi di produzione; secondo una recente pronuncia conta il costo effettivo dell’azienda. |
| «Se il latte alla stalla scende, scende anche al supermercato» | Non in automatico: tra stalla e scaffale ci sono trasformazione, logistica refrigerata e distribuzione. |
Fonti: Istat via OmniTrattore; European Dairy Farmers; D.Lgs. 198/2021 e DL 64/2024; Confagricoltura Veneto.
La soluzione: un prezzo legato ai costi reali e una filiera tracciabile
Un accordo al ministero compra tempo. Non cambia il meccanismo di fondo, cioè un prezzo che si forma senza guardare ai costi di chi produce. Le leve concrete esistono, e alcune sono già scritte nella legge sulle pratiche commerciali sleali.
- Conoscere il proprio costo per litro. Il D.Lgs. 198/2021 vieta la vendita a prezzi manifestamente inferiori ai costi di produzione e il DL 64/2024 ha introdotto il riferimento ai costi medi Ismea. Una recente pronuncia, segnalata da Confagricoltura Veneto, precisa che conta il costo effettivo dell’azienda: chi lo documenta ha un argomento contrattuale.
- Seguire il rapporto tra prezzo del latte e prezzo della razione ogni mese, e fissare in anticipo parte degli acquisti di mais e soia quando il rapporto lo consente.
- Programmare i volumi: con il doppio prezzo, ogni litro oltre il 2025 viaggia senza rete.
- Coprire il reddito con un fondo IST latte, che interviene quando il reddito cala oltre il 20% della media storica, con quota di adesione agevolata fino al 70%.
- Aggregarsi in cooperative e organizzazioni di produttori, per trattare volumi e prezzi con più forza.
Anche chi compra ha una leva: latte e formaggi di filiera corta, con produttore identificabile, lasciano più valore vicino alla stalla. È il principio su cui lavora ProduttoriTOP: una mappa interattiva dei produttori, la tracciabilità tramite QR code e una classificazione di merito (Bronze, Silver, Gold, TOP) che premia la trasparenza di chi alleva e trasforma. Lo stesso approccio che il magazine applica a frutta e verdura.
Il punto
Il listino di settembre è migliore di quello di aprile, ma resta sotto il costo che molte stalle dichiarano. A 49 centesimi al litro all’allevatore restano, nel caso migliore, pochi centesimi; nel peggiore, un debito in più. Finché il prezzo del latte alla stalla non partirà dai costi reali, ogni autunno si tornerà al tavolo del ministero. Nel frattempo chi fa la spesa può chiedere due cose: da dove viene il latte, e chi lo ha munto.
Domande frequenti sul prezzo del latte alla stalla
Quanto viene pagato il latte alla stalla a settembre 2026?
Nel Nord Italia 49 centesimi al litro più IVA e premi qualità, per settembre e ottobre, secondo l’accordo firmato al Masaf il 24 giugno 2026. Il prezzo pieno vale solo per i volumi entro la produzione aziendale 2025; l’eccedenza si tratta con l’acquirente. A novembre e dicembre il prezzo sale a 50 centesimi.
Quanto costa produrre un litro di latte?
Non risulta un dato Ismea aggiornato al 2026. Le stime delle organizzazioni agricole indicano almeno 50 centesimi al litro nel Padovano (Cia) e 58–59 centesimi per le stalle pugliesi (Coldiretti). L’ultimo dato Ismea pubblico citato, relativo al 2021, era di 46 centesimi con ammortamenti e interessi.
Che cos’è il latte spot e quanto vale oggi?
È il latte venduto fuori contratto, quotato dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. A metà settembre 2026 valeva 465 euro a tonnellata, il 16,6% in meno di un anno prima. A marzo 2026 era sceso, in dato preliminare, a 20,75 euro ogni 100 kg.
Che cos’è il doppio prezzo del latte?
È la regola degli accordi 2026: prezzo concordato solo per i litri entro i volumi 2025, prezzo negoziato separatamente per l’eccedenza. Coldiretti Lombardia lo considera una difesa della produzione storica, Confagricoltura Lombardia chiede di superarlo con un prezzo legato ai costi reali.
Che cos’è il Milk:Feed ratio?
È il rapporto tra il prezzo di 100 kg di latte e quello di 100 kg di mangime base (70% mais, 30% farina di soia), calcolato dall’Ismea. Un valore sotto 1,5 indica condizioni sfavorevoli per gli allevamenti ad alto uso di concentrati.
Fonti
- Informatore Zootecnico (Edagricole), “Prezzo del latte, accordo per sei mesi e prezzo in crescita fino ai 50 centesimi al litro”, 29/06/2026 — link
- L’Informatore Agrario, “Prezzo del latte: accordo con valori al rialzo”, 25/06/2026 — link
- Informatore Zootecnico, “Prezzo del latte, rinnovato l’accordo a 47 centesimi al litro”, 27/03/2026 — link
- Giornale di Brescia, “Prezzo del latte, c’è l’accordo: 47 cent al litro e stop alle disdette”, 29/03/2026 — link
- Sky TG24, “Raggiunto accordo sul prezzo del latte” (dati spot Masaf), 10/12/2025 — link
- Consiglio dell’Unione europea, documento ST 7746/26 (situazione del mercato del latte) — link
- Commissione europea, Milk Market Observatory – EU prices of cow’s raw milk (aggiornamento 07/08/2026) — link
- European Dairy Farmers, Milk Prices (luglio-agosto 2026) — link
- Informatore Zootecnico, “Prezzi Bmti: latte spot in ribasso…” (7-12/09/2026) — link
- Allevaweb, quotazione mais CCIAA Milano 15/09/2026 — link
- Teatro Naturale, analisi Bmti sui cereali (mais aprile 2026) — link
- Libera CR / Confagricoltura Cremona, “Mais e soia tornano a pesare sui conti delle stalle”, 10/08/2026 — link
- OmniTrattore, “Costi mangimi 2026” (dati Istat) e articolo su Confagricoltura e doppio prezzo (foraggi) — link
- Informatore Zootecnico, “Latte, no al doppio prezzo: deve partire dai costi dell’allevamento”, 31/08/2026 — link
- Informatore Zootecnico, “Comincioli, Coldiretti Lombardia: «Il doppio prezzo del latte difende produzione storica»” — link
- Il Gazzettino, “Latte… «Da 8 mesi lavoriamo in perdita»” (Cia Padova), 05/05/2026 — link
- Corriere dell’Economia, stalle pugliesi e costi (Coldiretti Puglia), 30/03/2026 — link
- Ismea, “Costi del latte in forte aumento nel 2021” — link
- Ismea Mercati, Indicatore Milk:Feed (metodologia) — link
- Informatore Zootecnico, “Clal e Ismea, produzione mondiale di latte in aumento…”, 30/10/2025 — link
- D.Lgs. 8 novembre 2021, n. 198 e modifiche DL 64/2024 (sintesi WST Legal) — link
- Confagricoltura Veneto, “Vendita sottocosto e monitoraggio ISMEA” — link
- Rete Rurale / PSRN, Misura 17.3 – Income Stabilization Tool — link
- Giornale di Brescia, “Cos’è Ist Latte, il fondo mutualistico…”, 09/01/2026 — link
- Comazoo, “Economia e alimentazione in stalla” (incidenza costi alimentari) — link
| Note di trasparenza Le immagini possono essere generate con AI e hanno funzione illustrativa. Articolo redatto dalla redazione con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale per la ricerca e la verifica delle fonti. Contenuto a scopo informativo: non costituisce consulenza economica, legale o contrattuale. Le quotazioni citate sono riferite alle date indicate e possono variare. |


