
Bando sagre Puglia 2026: guida pratica ai 151mila euro
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| La Regione Puglia ha riaperto lo sportello per sagre e fiere storiche dell’autunno. Le domande si valutano in ordine di arrivo, vanno inviate almeno dieci giorni lavorativi prima dell’evento e i fondi finiscono presto: la finestra precedente si è chiusa per esaurimento risorse. Ecco come non sbagliare. |
Dal 25 agosto 2026 pro loco, Comuni, associazioni e consorzi di tutela possono chiedere un contributo per gli eventi agroalimentari in programma tra il 1° settembre e il 31 dicembre. Il bando sagre Puglia 2026 (Avviso lettera C.2, DDS n. 105 del 3 agosto 2026) mette a disposizione 151.378,35 euro. Non è una cifra enorme, e la procedura a sportello premia chi arriva prima con una domanda completa. Questa guida spiega chi può partecipare, come si calcola il contributo, quali spese passano e dove si prendono i punti che separano un rimborso del 10% da uno del 50%.
Cosa finanzia il bando sagre Puglia 2026
Il bando finanzia sagre, fiere, manifestazioni ed eventi con almeno cinque edizioni alle spalle, dedicati ai prodotti agroalimentari pugliesi: DOP, IGP, DOC, DOCG, IGT, biologici, PAT e prodotti a marchio regionale “Prodotti di Qualità”. Il contributo è una percentuale della spesa rendicontata, variabile in base al punteggio ottenuto, con un massimo del 50% per gli enti pubblici e del 30% per tutti gli altri soggetti.
La misura rientra nel Programma di promozione dei prodotti agroalimentari pugliesi di qualità ed educazione alimentare 2024-2026 (DGR n. 53/2024 e successive modifiche), attuato in accordo con Unioncamere Puglia, che gestisce la parte finanziaria e la rendicontazione. La lettera C.2 riguarda gli eventi che la Regione considera “istituzionalizzati”: manifestazioni con storia documentata, capacità organizzativa consolidata e una rete di soggetti coinvolti. Esiste anche una lettera C.1, per eventi annuali o biennali, ma lo stesso progetto non può stare su entrambe.
Tre requisiti sono vincolanti. Il tema: celebrare uno o più prodotti agroalimentari pugliesi, tipici, a marchio o PAT ai sensi del D.Lgs. 173/1998. Il luogo: l’evento deve svolgersi nello stesso Comune di tutte le edizioni precedenti. La storicità: almeno cinque edizioni, da provare con SCIA comunali, atti amministrativi, locandine o rassegna stampa. Il titolo dell’evento deve richiamare in modo esplicito il comparto agroalimentare: una “Festa del paese” con qualche stand non basta, una “Sagra del fungo cardoncello” sì.
Chi può presentare domanda e con quale tetto
| Soggetto proponente | Contributo massimo | Tetto di spesa ammissibile |
| Enti pubblici e pubbliche amministrazioni | 50% | 75.000 € |
| Pro loco, associazioni, fondazioni | 30% | 50.000 € |
| Consorzi di tutela riconosciuti con decreto ministeriale | 30% | 50.000 € |
| Associazioni di categoria agroalimentari senza fini di lucro | 30% | 50.000 € |
Le percentuali sono un tetto, non un diritto. Un Comune con un progetto da 60.000 euro e 38 punti riceve il 50%, quindi 30.000 euro. Una pro loco con un progetto da 20.000 euro e 30 punti si ferma al 20%, cioè 4.000 euro. Se le spese superano il tetto, la parte eccedente resta a carico dell’organizzatore: un Comune con 100.000 euro di costi vede riconosciuti al massimo 75.000 euro di base di calcolo.
Altre condizioni da tenere a mente: il progetto deve valere almeno 5.000 euro di spese complessive, ogni soggetto può presentare una sola domanda per il 2026, il contributo non si cumula con altri aiuti regionali sullo stesso evento e chi non ha completato la rendicontazione di un precedente contributo del Dipartimento Agricoltura è escluso.
Le date che contano nella procedura a sportello
| Passaggio | Termine |
| Apertura piattaforma regionale | 25 agosto 2026 |
| Eventi finanziabili | realizzati e conclusi tra il 1° settembre e il 31 dicembre 2026 |
| Invio dell’istanza | almeno 10 giorni lavorativi prima dell’inizio dell’evento |
| Termine ultimo | 20 dicembre 2026, ore 23:59 (salvo esaurimento fondi) |
| Inserimento evento su DMS Puglia | almeno 48 ore lavorative prima dell’evento |
| Richiesta del contributo a consuntivo | entro 60 giorni dalla fine dell’evento |
Il vincolo dei dieci giorni lavorativi è quello che fa più vittime. Una sagra in programma sabato 3 ottobre va candidata, per stare tranquilli, entro venerdì 18 settembre. Chi invia in ritardo viene escluso senza possibilità di integrare, come chi candida un evento già iniziato.
Il secondo dettaglio riguarda i fondi. L’avviso del quadrimestre precedente si è chiuso in anticipo: la determinazione n. 73 del 21 maggio 2026 ha approvato i progetti e dato atto dell’esaurimento della dotazione. Prima di trasmettere l’istanza conviene controllare sulla pagina del Dipartimento che non sia già uscita la nota di raggiungimento budget.
La griglia di valutazione: dove si prendono i punti
Il gruppo di lavoro assegna fino a 40 punti. Sotto i 10 il contributo non viene concesso. Servono inoltre almeno 1 punto sull’attinenza del progetto e almeno 2 punti sulle modalità di promozione agroalimentare.
| Criterio | Come si ottengono i punti | Massimo |
| Attinenza e completezza del progetto | Articolazione di attività, tempi e luoghi | 5 |
| Modalità di promozione agroalimentare | Stand degustazione 2 punti, convegni o workshop 3 punti, visite in aziende agricole 3 punti (1-5 aziende) o 5 punti (6-10 aziende) | 10 |
| Rete tra operatori | Accordi sottoscritti e allegati: 1 punto (1-2 operatori), 2 punti (3-5), 3 punti (oltre 5) | 3 |
| Budget dettagliato | Chiarezza e coerenza 2 punti, congruità con preventivi allegati 2 punti | 4 |
| Pubblicità e identità pugliese | Social media 2 punti, riviste e quotidiani 3 punti, emittenti TV 3 punti | 8 |
| Storicità dell’evento | 1 punto (6-9 edizioni), 3 punti (10-15), 6 punti (16-29), 10 punti (oltre 30) | 10 |
Il punteggio si traduce in percentuale di finanziamento secondo due scale distinte.
| Punteggio | Enti pubblici | Pro loco, associazioni, consorzi |
| 10-15 | 10% | 10% |
| 16-23 | 20% | 15% |
| 24-31 | 30% | 20% |
| 32-36 | 40% | 25% |
| 37-40 | 50% | 30% |
Leggendo la griglia si capisce dove conviene investire. Le visite nelle aziende agricole valgono da sole 5 punti: organizzare un percorso in sei masserie o frantoi del territorio pesa quanto un workshop più uno stand messi insieme. Gli accordi scritti con più di cinque produttori danno altri 3 punti. Un preventivo per ogni voce di spesa ne vale 2. La storicità conta solo per le edizioni dedicate ai prodotti agroalimentari: se una festa patronale ha aggiunto la parte enogastronomica dieci anni fa, sono dieci le edizioni che contano, non cinquanta.
Spese ammesse e spese escluse
| Ammesse | Escluse |
| Prestazioni di servizi legate all’evento | Pagamenti in contanti |
| Forniture di prodotti agroalimentari ed enogastronomici pugliesi | Compensi e rimborsi a personale interno, soci, volontari |
| Personale esterno riferibile all’evento | Beni riutilizzabili: arredi, computer, stampanti |
| IVA, solo se non detraibile per il beneficiario | Affitti e oneri della sede del proponente |
| Musica, animazione, spettacolo entro il 30% del costo totale | Premi in denaro, borse di studio, viaggi premio |
| Imposte, tasse, bolli, oneri previdenziali | |
| Fatture non intestate all’organizzatore o con date incoerenti |
La regola del 30% sulla parte artistica merita attenzione: il concerto della domenica sera può restare in programma, ma nel quadro economico va isolato e non deve superare un terzo del totale.
Come si costruisce la proposta progettuale
Non esiste un fac-simile. La Regione chiede un documento in italiano di massimo 20 pagine, formato A4, carattere Calibri 12, interlinea 1, copertina e indice compresi, da caricare in PDF/A firmato digitalmente dal legale rappresentante. Dentro devono esserci dodici contenuti, nell’ordine indicato dall’avviso: descrizione del proponente, oggetto e data dell’evento con il numero di edizioni, storia e obiettivi, strategia, partner con accordi allegati, target, attività e location, cronoprogramma, responsabili e professionalità coinvolte, risultati attesi anche in termini numerici, piano di comunicazione, quadro economico con indicazione su sponsor, autofinanziamento e regime IVA.
Alla proposta si allegano la documentazione di storicità (fino a dieci edizioni), la scheda di autovalutazione con il riferimento di pagina per ogni criterio e l’eventuale delega a chi compila la piattaforma. La delega copre solo la compilazione: l’istanza finale la firma sempre il legale rappresentante.
Un consiglio pratico: scrivere il progetto seguendo l’ordine della griglia. Chi valuta cerca i punti con la scheda di autovalutazione in mano. Se il capitolo sulle visite aziendali è a pagina 9 e la scheda dice “pagina 9”, il lavoro è fatto.
Cosa cambia dopo l’ammissione
Il contributo porta con sé obblighi precisi. Tutto il materiale promozionale deve riportare il logo della Regione Puglia – Dipartimento Agricoltura, il logo del marchio “Prodotto di Qualità” e la dicitura “Progetto realizzato con il contributo della Regione Puglia”. Chi dimentica i loghi decade dal beneficio. Il beneficiario deve poi iscriversi al DMS Puglia (dms.puglia.it) e inserire l’evento con il servizio “Promozione eventi e attività”, che lo pubblica su viaggiareinpuglia.it e sull’app weareinPUGLIA. Serve una polizza di responsabilità civile con massimale di 500.000 euro. Entro 60 giorni dalla chiusura si presenta la relazione a consuntivo con le fatture. Il contributo viene calcolato su quanto effettivamente speso e ritenuto ammissibile: chi spende meno del preventivato, riceve meno.
| Curiosità. Il marchio “Prodotti di Qualità Puglia”, citato in tutto l’avviso, è regolato dalla DGR n. 1076 del 5 giugno 2012 e rientra nei regimi di qualità regionali riconosciuti a livello europeo. La legge regionale n. 16 del 2018, richiamata nelle finalità del bando, è quella che promuove i prodotti “a chilometro zero”. I Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), invece, nascono dal D.Lgs. 173/1998: l’elenco nazionale aggiornato al 2025 ne censisce oltre 5.700, e ogni Regione propone i propri. |
Falsi miti sul bando sagre Puglia 2026
| Falso mito | Come stanno le cose |
| “Il contributo copre il 50% delle spese” | Solo gli enti pubblici con 37-40 punti. Una pro loco arriva al massimo al 30% |
| “Basta essere una sagra storica” | La storicità vale al massimo 10 punti su 40. Senza almeno 10 punti totali non si riceve nulla |
| “Presento la domanda e poi organizzo” | La proposta richiede cronoprogramma, accordi firmati e preventivi già pronti |
| “Posso pagare qualche fornitore in contanti” | Le spese in contanti sono escluse senza eccezioni |
| “L’IVA è sempre esclusa” | Se il beneficiario non può detrarla, l’IVA rientra tra le spese ammesse |
| “Candido lo stesso evento anche sul bando C.1” | Vietato: un progetto può stare su una sola misura |
| “Il contributo arriva prima dell’evento” | Si eroga a consuntivo, dopo la rendicontazione |
La sagra che racconta la filiera vale di più
La griglia dice una cosa chiara: la Regione premia gli eventi che mostrano da dove viene il cibo. Cinque punti per le visite in azienda, tre per gli accordi con i produttori, dieci per la qualità dei prodotti valorizzati. Una sagra che serve orecchiette con un sugo anonimo e una che le serve con il pomodoro di un’azienda locale, che il giorno dopo apre i cancelli ai visitatori, non sono la stessa cosa. Né per il punteggio né per chi mangia.
Qui la tracciabilità di filiera smette di essere un obbligo normativo e diventa un argomento di progetto. Indicare per ogni stand il produttore, la denominazione, il lotto e i controlli sugli alimenti effettuati è un contenuto da mettere nero su bianco nel capitolo sulle modalità di promozione. Piattaforme come ProduttoriTop, che classificano i produttori per livello di merito e permettono di verificarne l’identità con un codice QR, offrono agli organizzatori uno strumento già pronto per dimostrare che dietro lo stand c’è un’azienda reale, con nome e indirizzo. Per il visitatore significa poter ricomprare quel prodotto dopo la sagra. Per la pro loco, avere in mano la prova documentale che il gruppo di lavoro regionale chiede.
L’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, presentando l’avviso, ha parlato delle sagre storiche come di «un patrimonio prezioso» che custodisce l’identità produttiva della regione. Il bando lo conferma nei numeri: chi porta i visitatori dentro le aziende prende più punti di chi porta un cantante sul palco. La misura è piccola, i tempi stretti e l’ordine cronologico non perdona. Ma per una pro loco con trent’anni di edizioni, sei aziende disposte a firmare un accordo e i preventivi in ordine, i 40 punti sono alla portata. E con 40 punti, il 30% delle spese torna indietro.
FAQ
Quanto si può ottenere con il bando sagre Puglia 2026?
Dal 10% al 50% della spesa ammissibile per gli enti pubblici (fino a 75.000 euro di base) e dal 10% al 30% per pro loco, associazioni, fondazioni e consorzi (fino a 50.000 euro di base). La percentuale dipende dal punteggio ottenuto nella griglia di valutazione a 40 punti.
Una sagra alla terza edizione può partecipare?
No. L’avviso richiede almeno cinque edizioni già realizzate, tutte nello stesso Comune, documentate con SCIA, atti amministrativi, locandine o rassegna stampa. Per la storicità contano solo le edizioni dedicate ai prodotti agroalimentari.
Entro quando va inviata la domanda?
Almeno dieci giorni lavorativi prima dell’inizio dell’evento e comunque entro le 23:59 del 20 dicembre 2026, tramite la piattaforma moduli.regione.puglia.it. Se i fondi si esauriscono prima, lo sportello chiude in anticipo con una nota pubblicata sul sito del Dipartimento.
Posso pagare i fornitori in contanti?
No. Le spese pagate in contanti sono escluse dal contributo, così come le fatture non intestate all’organizzatore. Servono pagamenti tracciabili e documenti contabili riferibili all’evento.
Serve un consulente per presentare la domanda?
Non è obbligatorio. Il legale rappresentante può delegare un terzo alla sola compilazione della piattaforma, ma l’istanza finale e la proposta progettuale in PDF/A vanno firmate digitalmente dal legale rappresentante stesso.
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Fonti
- Regione Puglia, Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale, Sezione Coordinamento dei Servizi Territoriali: Avviso pubblico “Concessione di contributi per il sostegno di sagre, fiere, manifestazioni ed eventi, lett. C.2, art. 3, Allegato 1, DGR n. 53/2024 – 3° quadrimestre 2026”, approvato con DDS n. 105 del 3 agosto 2026, CUP B39I24000100002
- Regione Puglia, pagina ufficiale dell’avviso III quadrimestre 2026, pubblicata il 25 agosto 2026: regione.puglia.it/web/agricoltura
- Regione Puglia, DDS n. 73 del 21 maggio 2026, approvazione progetti II quadrimestre 2026 e chiusura procedura per esaurimento dotazione
- Regione Puglia, DGR n. 53 del 5 febbraio 2024 e modifiche (DGR n. 1254/2024, n. 687/2025, n. 1432/2025): Programma di promozione dei prodotti agroalimentari pugliesi di qualità ed educazione alimentare, triennio 2024-2026
- Regione Puglia, DGR n. 1076 del 5 giugno 2012: regolamento d’uso del marchio “Prodotti di Qualità”
- Regione Puglia, Legge regionale n. 16/2018 sui prodotti a chilometro zero
- D.Lgs. 30 aprile 1998 n. 173, art. 8: Prodotti Agroalimentari Tradizionali
- MASAF, elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, aggiornamento 2025
- Dichiarazione dell’assessore Francesco Paolicelli diffusa dalla Regione Puglia il 25 agosto 2026 e ripresa dalla stampa locale (GiovinazzoLive, Puglialive, Noi Notizie)
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