
Olio italiano, produzione +31% ma i prezzi scendono: cosa sta succedendo davvero all’extravergine?
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Il raccolto 2025/26 è tornato abbondante, i magazzini sono pieni e a Bari l’extravergine vale meno della metà di un anno fa. Ecco perché, chi paga il conto e cosa conviene fare adesso.
Trecentoventicinquemila tonnellate. È la produzione di olio italiano della campagna 2025/26, il 31% in più dell’annata precedente, presentata da Ismea il 25 settembre a Terra Madre, a Torino. Sulla carta è una buona notizia. Sul mercato, però, i prezzi dell’olio extravergine hanno preso la direzione opposta: sulla piazza di Bari l’EVO nazionale è fermo a 4,55 euro al chilo, mentre fino a novembre 2025 superava i 9. Il consumatore spera in uno scontrino più leggero. L’olivicoltore guarda i costi e non trova il margine. In mezzo ci sono cisterne piene, un raccolto nuovo già partito e una domanda semplice: è una correzione sana o l’inizio di un problema?
| In breve I prezzi dell’olio extravergine scendono perché alla produzione italiana in ripresa (325mila tonnellate, +31%) si sommano giacenze altissime: 233.377 tonnellate al 31 luglio 2026, +43,9% in un anno. Con più olio disponibile e l’estero sotto i 4 €/kg, le quotazioni all’origine calano. Lo scaffale segue con mesi di ritardo, e non in modo automatico. |
I numeri della campagna 2025/26: l’olio italiano torna a crescere
Il dato arriva dall’incontro Ismea dedicato alla nuova campagna. L’olivicoltura nazionale conta oltre un milione di ettari, circa 620mila aziende, più di 4.200 frantoi attivi e 51 Indicazioni geografiche, tra 42 DOP e 9 IGP. Dopo un 2024/25 di scarica, fermo poco sotto le 250mila tonnellate secondo le elaborazioni Ismea su dati Agea, il rimbalzo era atteso. Meno attesa era la velocità con cui il mercato lo ha scaricato sui listini.
Ismea insiste su un punto: l’extravergine italiano mantiene un «posizionamento superiore rispetto ai principali Paesi concorrenti». Le quotazioni restano sopra Spagna, Grecia e Tunisia e sopra i livelli precedenti all’impennata del 2022. Nel primo semestre 2026 le importazioni sono calate, anche perché c’era più prodotto nazionale. L’export ha perso terreno negli Stati Uniti e in Germania, mentre è cresciuto nel Regno Unito, in Polonia, nei Paesi Bassi e in Belgio.
L’olio italiano in cifre
| Indicatore | Valore | Fonte |
| Produzione 2025/26 | 325.000 t (+31%) | Ismea, 25/09/2026 |
| Produzione 2024/25 | poco meno di 250.000 t | Ismea su dati Agea |
| Giacenze totali al 31/07/2026 | 233.377 t (+43,9%) | ICQRF, Frantoio Italia |
| di cui EVO di origine italiana | 108.299 t (+139,6%) | ICQRF |
| Quota giacenze in Puglia | 73.559 t (31,5%) | ICQRF |
| Superficie olivicola | oltre 1 milione di ha (289.000 bio) | Ismea |
| Aziende / frantoi attivi | circa 620.000 / oltre 4.200 | Ismea |
| Indicazioni geografiche | 42 DOP + 9 IGP | Ismea |
Perché i prezzi dell’olio extravergine scendono mentre la produzione sale
Magazzini pieni prima ancora di raccogliere
La prima risposta sta nei serbatoi. Il report Frantoio Italia dell’ICQRF, costruito sui registri telematici, al 31 luglio 2026 contava 233.377 tonnellate di oli di oliva in giacenza. L’extravergine di origine italiana era salito a 108.299 tonnellate: un anno prima erano circa 45.200. La sola Puglia ne custodiva 73.559, il 31,5% del totale.
A metà settembre il quadro era cambiato poco. Manfredi Barbera, citando il sistema informativo agricolo nazionale, ha segnalato quasi 200mila tonnellate ancora disponibili. Olio invenduto vuol dire capitale fermo e cisterne occupate proprio mentre i frantoi dovrebbero comprare le olive nuove.
L’estero costa meno di 4 euro
Nella prima settimana di settembre Ismea rilevava l’extravergine a 3,67 €/kg in Spagna, 3,88 in Grecia e 3,63 in Tunisia. A Bari si pagava 4,55. La distanza tra il prodotto pugliese e la media spagnola è scesa sotto l’euro al chilo. Con un differenziale così stretto, chi imbottiglia miscele comunitarie ha pochi motivi per pagare di più. A meno che l’etichetta non valorizzi davvero l’origine.
Poi c’è la Spagna, che fa storia a sé. Ha chiuso il 2025/26 con 1.298.000 tonnellate, il 9% in meno dell’anno prima. Eppure i listini non si sono impennati: il volume resta del 17% sopra la media delle ultime quattro campagne e le prime previsioni discusse al tavolo del ministero spagnolo indicano per il 2026/27 un raccolto più grande.
Un’Italia a due velocità
Parlare di un solo prezzo dell’olio italiano è fuorviante. Le quotazioni Ismea di settembre vanno dai 4,45 €/kg di Foggia agli 11,50 di Chieti. L’IGP Toscano a Siena viaggia intorno ai 12 euro. La Sicilia sta nel mezzo, tra i 6,70 di Palermo e Trapani e i 9,50 di Ragusa. La Puglia muove volumi enormi, e i volumi si vendono a prezzo di mercato. Le denominazioni del Centro-Nord, con rese basse e costi alti, tengono meglio.
Tra Foggia e Chieti ci sono sette euro di differenza. Tra Bari e la media spagnola, meno di uno. Il vero confine del prezzo oggi non è più tra Italia ed estero, ma tra olio anonimo e olio riconoscibile.
Extravergine all’origine, settembre 2026 (€/kg)
| Piazza / Paese | €/kg | Nota |
| Foggia | 4,45 | rilevazione 10 settembre |
| Bari | 4,55 | stabile da fine agosto |
| Palermo e Trapani | 6,70 | Trapani da 6,90 di fine agosto |
| Ragusa | 9,50 | stabile |
| Chieti | 11,50 | valore più alto tra le piazze EVO nazionali |
| Siena (IGP Toscano) | 12,00 | prodotto a denominazione |
| Spagna (media) | 3,67 | prima settimana di settembre |
| Grecia (media) | 3,88 | prima settimana di settembre |
| Tunisia (media) | 3,63 | prima settimana di settembre |
Fonte: Ismea Mercati, rilevazioni settembre 2026 (riprese da Olio-Extra-Vergine.it e Money.it). Prezzi dello sfuso all’ingrosso, IVA esclusa: non corrispondono al prezzo in bottiglia.
Chi ci guadagna e chi ci perde
Quando si parla di prezzi dell’olio extravergine bisogna distinguere. Il valore di 4,55 €/kg riguarda olio sfuso contrattato tra operatori. La bottiglia sullo scaffale porta con sé vetro, tappo, etichetta, trasporto, IVA e margini della distribuzione. Per questo il calo all’origine arriva al consumatore tardi e a pezzi, spesso sotto forma di promozioni su blend comunitari e marchi del distributore. Per misurare la distanza dal picco basta un dato Altroconsumo: ad agosto 2024 un litro di extravergine costava in media 9,12 euro nei discount e 9,56 in iper e supermercati.
Dall’altra parte c’è chi coltiva. Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi hanno chiesto il riconoscimento dello stato di crisi; Puglia e Calabria hanno avanzato la stessa richiesta al Masaf. La risposta del Ministero si chiama Cambiale Frantoi Oleari: 40 milioni gestiti da Ismea, prestiti da 3.500 a 50.000 euro a tasso zero, cinque anni con due di preammortamento, domande online nel corso di ottobre. È liquidità da restituire, non un contributo. Chi vuole ricostruire la catena dei costi trova i numeri nella nostra analisi su chi pagherà il conto della campagna olearia 2026/2027.
| Lo sapevi? Nel panel test ufficiale l’olio si assaggia in un bicchierino di vetro blu scuro. Serve a nascondere il colore, che non dice nulla sulla qualità: un olio verde brillante può essere mediocre, uno giallo oro eccellente. L’Italia conta oltre 4.200 frantoi attivi. Quest’anno molti di loro iniziano la campagna con le cisterne ancora occupate dall’olio della precedente. |
Falsi miti su prezzo e qualità dell’extravergine
Quando i prezzi si muovono così in fretta, le leggende circolano ancora più veloci. Ne abbiamo raccolte sei, con la risposta che danno norme e dati ufficiali.
Falsi miti e realtà
| Mito | Realtà | Riferimento |
| Se la produzione cresce, la bottiglia costa subito meno | Il prezzo all’origine è quello dello sfuso. Lo scaffale si adegua con mesi di ritardo e non sempre in proporzione. | Ismea; Money.it, 24/09/2026 |
| L’olio che pizzica o è amaro è difettoso | Amaro e piccante sono attributi positivi nella valutazione organolettica ufficiale. I difetti sono altri: riscaldo, muffa, rancido. | Reg. delegato (UE) 2022/2104, All. I |
| Più è verde, più è buono | Il colore non è un criterio di classificazione. Nel panel test l’olio si assaggia in un bicchiere scuro. | COI, metodo di valutazione organolettica |
| Tutti gli extravergini hanno le stesse proprietà salutistiche | L’indicazione sui polifenoli è ammessa solo con almeno 5 mg di idrossitirosolo e derivati per 20 g di olio. | Reg. (UE) 432/2012 |
| L’olio tunisino entra senza dazio e senza limiti | L’esenzione vale per un contingente di 56.700 t l’anno. Oltre, si applicano dazi o regimi specifici come il perfezionamento attivo. | Accordo di associazione UE-Tunisia |
| «Prima spremitura a freddo» vuol dire olio migliore | È una dicitura regolata legata a metodo e temperatura di estrazione. Da sola non certifica la qualità del prodotto. | Reg. delegato (UE) 2022/2104, art. 5 |
Olio nuovo 2026/27: cosa aspettarsi nei prossimi mesi
In Puglia la raccolta è partita il 18 settembre e le stime di Coldiretti Puglia disegnano una regione spaccata. Foggiano e Tarantino perdono il 40%, il Brindisino oltre il 40%, Bari e BAT il 20%. Il Salento leccese va in senso opposto, con un +60% trainato dai nuovi impianti. Coldiretti Lecce parla di «fase di rinascita dell’olivicoltura dopo il dramma della Xylella». Chi conosce i grandi oli pugliesi sa quanto pesi questa ripartenza.
Puglia, stime di produzione 2026/27
| Area | Variazione stimata sul 2025/26 |
| Provincia di Foggia | −40% |
| Gargano | −30% |
| Bari e BAT | −20% |
| Provincia di Taranto | −40% |
| Provincia di Brindisi | oltre −40% |
| Salento leccese | circa +60% |
Fonte: Coldiretti Puglia, stime diffuse il 18 settembre 2026. Il +60% leccese si calcola su una base molto ridotta dagli anni della Xylella.
A livello nazionale Tullio Forcella, presidente di Federolio, prevede una «campagna di scarica» con circa il 20% in meno rispetto alle 325mila tonnellate: in termini assoluti, attorno alle 260mila. Meno olio nuovo, quindi, ma su un mercato che parte con le scorte alte. Per il mondo, l’USDA stima circa 3,25 milioni di tonnellate, di cui 2,10 nell’Unione europea.
C’è anche una notizia buona. La mosca olearia finora si è vista poco e le prime olive arrivano sane al frantoio. Il momento della verità sarà tra ottobre e novembre, quando entrerà il grosso dei volumi e si capirà dove si assestano i prezzi dell’olio extravergine della nuova annata.
Come comprare bene l’extravergine adesso
Con i prezzi dell’olio extravergine in movimento, ecco sei controlli che richiedono pochi secondi davanti allo scaffale o al banco del frantoio.
- Confronta il prezzo al litro, non quello della singola bottiglia: 0,75, 1, 3 e 5 litri cambiano molto il conto.
- Leggi l’origine. «Olio 100% italiano» e «miscela di oli di oliva originari dell’UE» sono prodotti diversi, anche se la bottiglia si somiglia.
- Cerca la campagna di raccolta. È facoltativa, e proprio per questo chi la indica si espone.
- Fai una domanda in più davanti a un extravergine italiano che costa meno della sola materia prima all’ingrosso.
- Scegli produttori identificabili, con lotto e frantoio dichiarati, meglio se verificabili con un QR code.
- Conserva al buio e al fresco, lontano dai fornelli, e consuma la bottiglia aperta entro poche settimane.
La soluzione: tracciabilità e valore riconosciuto
Il problema dell’olio italiano, oggi, non è la quantità. È il valore che il mercato riconosce all’origine. Se il differenziale con l’estero scende sotto l’euro, l’unico argomento che resta è la prova: da quale oliveto arriva quell’olio, in quale frantoio è stato molito, in quale settimana.
Per chi produce, la strada passa dai contratti di filiera firmati prima della raccolta, dalla vendita diretta e dalle denominazioni. La Cambiale Frantoi serve a non svendere le giacenze nei mesi più duri. Sul lungo periodo pesano il Piano olivicolo 2026-2030 e i 300 milioni previsti dal disegno di legge ColtivaItalia, ancora all’esame del Senato. Le aziende che raccontano la propria filiera, come quella di Erchie di cui abbiamo scritto, hanno già un vantaggio.
Per chi compra, serve un criterio che non sia soltanto il cartellino. È il lavoro dell’app ProduttoriTop: ogni prodotto ha un QR code che porta alla scheda del lotto e del produttore, collocato su una mappa e classificato per merito (Bronze, Silver, Gold, TOP). Non cambia la quotazione dello sfuso a Bari. Dà però a chi produce bene un modo per dimostrarlo, e a chi acquista la possibilità di verificare la tracciabilità dell’olio prima di pagarlo.
Il punto
Il +31% non è una cattiva notizia. Lo diventa se l’olio italiano viene venduto come una commodity qualsiasi, al prezzo di chi produce di più e spende di meno. Le prossime otto settimane diranno quanto olio nuovo arriverà e quanto di quello vecchio resterà nei silos. Nel frattempo la scelta più utile, per chi compra, è anche la più semplice: sapere da dove arriva ciò che versa nel piatto.
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Domande frequenti
Perché il prezzo dell’olio extravergine è sceso nel 2026?
Perché la produzione italiana 2025/26 è salita a 325mila tonnellate (+31%) e le giacenze al 31 luglio 2026 erano 233.377 tonnellate, il 43,9% in più di un anno prima. Con l’olio estero sotto i 4 €/kg, l’offerta abbondante ha spinto in basso le quotazioni all’origine.
Quanto costa oggi l’olio extravergine all’origine?
A settembre 2026 Ismea rileva 4,45 €/kg a Foggia, 4,55 a Bari, 6,70 a Palermo e Trapani, 11,50 a Chieti e circa 12 per l’IGP Toscano a Siena. In Spagna la media è 3,67 €/kg. Sono prezzi dello sfuso, non della bottiglia.
L’olio nuovo 2026 costerà meno al supermercato?
Non automaticamente. Il calo all’origine arriva sullo scaffale con ritardo, soprattutto come promozioni sui blend comunitari. Federolio stima una raccolta 2026/27 in calo di circa il 20%, quindi l’olio italiano di qualità tenderà a mantenere prezzi più alti.
Cos’è la Cambiale Frantoi Oleari?
È una misura del Masaf gestita da Ismea con 40 milioni di euro. Prevede prestiti da 3.500 a 50.000 euro a tasso zero, durata cinque anni con due di preammortamento, per frantoi registrati al SIAN con giacenze di extravergine. Le domande si presentano online a ottobre.
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Fonti
- WineNews, 25/09/2026, «Olio italiano, produzione in crescita e quotazioni superiori ai principali competitor» (incontro Ismea a Terra Madre) – https://winenews.it/it/olio-italiano-produzione-in-crescita-e-quotazioni-superiori-ai-principali-competitor_602552/
- Il Sole 24 Ore, settembre 2026, «Olio d’oliva: Ismea, in Italia nel 2025-26 forte rimbalzo produttivo con 325mila tonnellate (+31%)» – https://www.ilsole24ore.com/art/olio-d-oliva-ismea-italia-2025-26-forte-rimbalzo-produttivo-325mila-tonnellate-31percento-AJj4t7NB
- Ismea Mercati – Olio d’oliva, prezzi all’origine per piazza – https://www.ismeamercati.it/olio-oliva
- Olio-Extra-Vergine.it, «Prezzi olio extravergine settembre 2026» (quotazioni Ismea Italia, Spagna, Grecia, Tunisia) – https://www.olio-extra-vergine.it/prezzi-olio-extravergine-settembre-2026-mercato-stabile-sale-il-lampante
- Olio-Extra-Vergine.it, «Prezzo olive 2026» (dichiarazione di M. Barbera sulle disponibilità SIAN) – https://www.olio-extra-vergine.it/prezzo-olive-2026-quanto-valgono-oggi-le-olive-da-olio-al-kg
- Money.it, 24/09/2026, «Quanto costa l’olio nuovo nel 2026?» (dati ICQRF, Informatore Agrario, Federolio, USDA, Altroconsumo) – https://www.money.it/quanto-costa-l-olio-nuovo-nel-2026-i-prezzi-dell-extravergine
- ICQRF – Masaf, report Frantoio Italia, giacenze al 31 luglio 2026 (dati ripresi da Money.it e ProduttoriTop Magazine)
- MAPA (Spagna), nota stampa 7 luglio 2026, mesa sectorial aceite de oliva: produzione 2025/26 a 1.298.000 t – https://www.mapa.gob.es/dam/mapa/contenido/prensa/notas-de-prensa/imagenes/agricultura/26-07-07-mesa-sectorial-aceite-oliva-y-aceituna-mesa.pdf
- Capitalist.it, 26/02/2026, sintesi del rapporto Area Studi Mediobanca sull’olio d’oliva (prezzi Bari oltre 9 €/kg fino a novembre 2025) – https://capitalist.it/olio-oliva-italia-report-mediobanca-2026/
- QuiFinanza, produzione 2024/25 poco sotto le 250mila t (elaborazioni Ismea su dati Agea) – https://quifinanza.it/lifestyle/food-economy/prezzi-olio-oliva-extravergine-italiano-9-euro/923300/
- L’OlivoNews, settembre 2026, «Via alla raccolta delle olive in Puglia» (stime Coldiretti Puglia) – https://olivonews.it/via-alla-raccolta-delle-olive-in-puglia-crolla-la-produzione/
- La Terra di Puglia, settembre 2026, «Olio nuovo 2026 in Puglia» (dichiarazione Coldiretti Lecce) – https://www.laterradipuglia.it/2026/gastronomia-2/olio-pugliese/olio-nuovo-2026-puglia-raccolta.htm
- Teleborsa, 18/09/2026, «Masaf lancia Cambiale Frantoi Oleari a sostegno filiera olio» – https://www.teleborsa.it/News/2026/09/18/agricoltura-masaf-lancia-cambiale-frantoi-oleari-a-sostegno-filiera-olio-67.html
- Il Post, 20/02/2025, «Un’altra protesta contro l’olio d’oliva tunisino» (contingente UE-Tunisia 56.700 t) – https://www.ilpost.it/2025/02/20/ennesima-protesta-olio-oliva-tunisia/
- Regolamento delegato (UE) 2022/2104 della Commissione, norme di commercializzazione dell’olio di oliva (EUR-Lex) – https://eur-lex.europa.eu/eli/reg_del/2022/2104/oj
- Regolamento (UE) n. 432/2012, elenco delle indicazioni sulla salute consentite (claim polifenoli dell’olio d’oliva)
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Articolo redatto dalla redazione con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale per la ricerca e la verifica delle fonti.


