
ZES Agricoltura 2027: ecco come arrivare preparati
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Per le imprese agricole del Sud non è il momento di aspettare: è il momento di preparare il dossier.
La ZES Agricoltura 2027 sta per riaprire una delle leve fiscali più concrete per chi coltiva, alleva o trasforma nel Mezzogiorno. Il credito d’imposta della Zona Economica Speciale unica è confermato fino al 2028, ma le risorse calano in fretta: dai 2,3 miliardi del 2026 si scende a 1 miliardo nel 2027 e a 750 milioni nel 2028 (ZES Unica). Tradotto: stesso beneficio, meno fondi, più concorrenza. Chi investe in macchinari, impianti e tecnologie agricole può recuperare una quota importante della spesa, ma solo se arriva allo sportello con i conti già pronti. Vediamo come funziona e come muoversi adesso.
| In breve — La ZES Agricoltura 2027 è il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi realizzati da imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura nelle zone assistite del Mezzogiorno. Vale fino al 40-60% della spesa secondo la dimensione d’impresa, con soglia minima di 50.000 euro e domanda telematica all’Agenzia delle Entrate entro la finestra annuale. |
Cos’è la ZES Agricoltura e perché il 2027 è un anno decisivo
La ZES unica per il Mezzogiorno nasce per attrarre investimenti dove servono di più. L’agevolazione è prevista dall’articolo 16 del D.L. n. 124/2023 e consiste in un contributo, sotto forma di credito d’imposta, a favore delle imprese che acquisiscono beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nella ZES unica. La Legge di Bilancio 2026 l’ha prorogata agli anni 2026, 2027 e 2028, estendendola anche alle zone assistite di Marche e Umbria.
Il punto critico è il trend delle risorse. Il plafond scende del 57% in un solo anno. E lo strumento funziona “a sportello con riparto”: quando le domande superano i fondi, la percentuale effettivamente fruibile si riduce in proporzione. Non è teoria. Per gli investimenti 2025 la percentuale fruibile della ZES unica è stata fissata al 60,38% del credito richiesto. Chi aveva preventivato il 100% si è ritrovato con poco più di sei decimi. Nel 2027, con meno fondi, la forbice rischia di stringersi ancora.
Chi può accedere al credito d’imposta ZES nel 2027
Possono accedere le imprese — di qualsiasi forma giuridica e regime contabile — già operative o che si insediano nella ZES unica. Per il comparto primario la norma è generosa sulla soglia d’ingresso: nel caso di imprese del settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura il limite minimo dell’investimento complessivo scende a 50.000 euro, contro i 200.000 euro richiesti in via ordinaria alle imprese degli altri settori.
Sono agevolabili i beni strumentali nuovi: macchinari, impianti, attrezzature. Immobili e terreni sono ammessi, ma solo fino al 50% dell’investimento totale. Restano fuori spese correnti, materie prime e servizi generici. E attenzione a un errore frequente: i beni devono essere nuovi, mai usati. Un trattore già immatricolato in passato non rientra.
Le zone ammesse
La ZES unica copre le zone assistite di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia (art. 107, par. 3, lett. a, TFUE) e Abruzzo, Marche e Umbria (art. 107, par. 3, lett. c, TFUE), come individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. La Puglia rientra a pieno titolo nella fascia a intensità più alta.
Quanto vale e quali investimenti sono agevolabili
L’aliquota dipende dalla dimensione dell’impresa e dalla regione. Le aliquote massime teoriche sono fino al 60% per le piccole imprese, fino al 50% per le medie e fino al 40% per le grandi, sempre nei limiti della Carta degli aiuti. Accanto alla ZES, la stessa Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un secondo strumento, valido in tutta Italia: il credito Agricoltura 4.0. L’art. 1, commi 454-459, della Legge n. 199/2025 riconosce un credito del 40% sul costo dei beni 4.0, per investimenti fino a 1 milione di euro effettuati dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028. Le due misure vanno lette insieme: una premia il dove (il Sud), l’altra il cosa (la tecnologia 4.0).
Tabella 1 — Le tre leve fiscali a confronto (2026-2028)
| Misura | Beneficiari | Aliquota | Soglia investimento | Dove si applica |
| Credito ZES unica (art. 16 D.L. 124/2023) | Imprese di ogni settore in zona assistita | 40-60% secondo dimensione | min. 200.000 € (50.000 € per agricoltura e pesca) | 8 regioni Sud + Marche/Umbria |
| ZES settore agricolo (art. 16-bis) | Produzione primaria, foreste, pesca, acquacoltura | Da Reg. UE 2022/2472-2473 | min. 50.000 € | Zone assistite ZES unica |
| Credito Agricoltura 4.0 (commi 454-459) | Produzione primaria, pesca, acquacoltura | 40% fisso | fino a 1.000.000 € | Tutta Italia |
Le scadenze della ZES Agricoltura 2027: la finestra da non perdere
Il meccanismo è a doppia comunicazione. Per il ciclo 2026, la comunicazione preventiva va inviata all’Agenzia delle Entrate dal 31 marzo al 30 maggio, indicando le spese sostenute e quelle previste; segue una comunicazione integrativa, a pena di decadenza, che attesta la realizzazione degli investimenti. Per il comparto agricolo è prevista anche una finestra di saldo a fine anno.
Per il 2027 le date esatte saranno fissate da un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, ma il calendario è ormai consolidato: comunicazione preventiva tra fine marzo e fine maggio, riparto comunicato a sportello chiuso. Il messaggio operativo è chiaro: l’esito non dipende solo dall’investimento, ma dalla qualità e dalla tempestività della pratica.
| Curiosità — Nel 2025 il comparto pesca e acquacoltura ha ottenuto il 100% del credito richiesto, segno che il plafond di quel settore non si era saturato. La produzione primaria agricola, invece, era partita con percentuali molto basse, poi rideterminate al rialzo dalla Legge di Bilancio 2026. Stesso bando, esiti diversissimi: leggere i dati di riparto dell’anno precedente è il primo strumento di strategia. |
Falsi miti sulla ZES Agricoltura
Sul credito ZES circolano convinzioni che costano caro. Mettiamole in fila.
Tabella 2 — Falsi miti e realtà
| Falso mito | Come stanno davvero le cose |
| “È un contributo che arriva sul conto corrente” | È un credito d’imposta, utilizzabile solo in compensazione tramite modello F24 |
| “Se faccio domanda, ottengo tutto il credito” | C’è il riparto: nel 2025 la quota fruibile ZES unica è scesa al 60,38% |
| “Vale solo per le grandi aziende” | Le aliquote più alte spettano alle piccole imprese; per agricoltura e pesca la soglia scende a 50.000 € |
| “Posso usare anche macchinari usati” | Sono ammessi solo beni strumentali nuovi |
| “Riguarda solo chi fa biologico” | Vale per tutte le imprese del primario in zona assistita, a prescindere dal metodo produttivo |
Come arrivare preparati: la soluzione operativa
La finestra premia chi è pronto prima dell’apertura, non chi corre all’ultimo. Ecco la sequenza che separa una pratica solida da una scartata.
Tabella 3 — Checklist per la ZES Agricoltura 2027
| Quando | Azione | Perché è decisiva |
| Subito (2026) | Verifica che la struttura produttiva sia in zona assistita ZES | È il requisito di ammissibilità di base |
| Subito | Pianifica investimenti in beni nuovi (macchinari, impianti, agritech) | Solo il nuovo è agevolabile |
| Entro fine 2026 | Allinea ordini, acconti e fatture con causali corrette | Un errore di data o causale può revocare il beneficio |
| Inizio 2027 | Predisponi la certificazione del revisore | È obbligatoria per il riconoscimento del credito |
| Primavera 2027 | Invia la comunicazione preventiva nei primi giorni utili | Lo sportello a riparto premia la tempestività |
Per chi gestisce anche aiuti collegati — come il recente credito d’imposta sul gasolio agricolo o gli altri bandi e aiuti pubblici per l’agricoltura — vale la pena costruire un calendario fiscale unico, per non sovrapporre scadenze e plafond.
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In sintesi
La ZES Agricoltura 2027 resta una delle migliori opportunità per investire nel Mezzogiorno, ma con un margine di errore sempre più stretto: meno fondi, sportello a riparto, requisiti tecnici rigorosi. Chi prepara oggi il dossier — zona, beni nuovi, certificazione, tempismo — arriva alla finestra con un vantaggio concreto. Verifica adesso l’ammissibilità della tua azienda e costruisci il piano di investimento: nel 2027 vincerà chi si è mosso nel 2026.
Le immagini possono essere generate con AI e hanno funzione illustrativa.
FAQ — Domande frequenti sulla ZES Agricoltura 2027
Quando apre la finestra della ZES Agricoltura 2027?
Le date saranno fissate da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. In base al calendario consolidato, la comunicazione preventiva apre tra fine marzo e fine maggio, con la quota di credito fruibile comunicata dopo la chiusura dello sportello.
Quanto vale il credito d’imposta ZES per un’azienda agricola?
Fino al 40-60% della spesa in beni strumentali nuovi, secondo la dimensione dell’impresa e la regione, nei limiti della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. La quota effettiva può ridursi per effetto del riparto.
Qual è l’investimento minimo per accedere?
Per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura la soglia minima scende a 50.000 euro, contro i 200.000 euro previsti in via ordinaria per gli altri settori.
La ZES Agricoltura è cumulabile con altri incentivi?
In linea generale sì, ma con limiti: il cumulo è vietato quando si intende beneficiare di alcune maggiorazioni specifiche. Va sempre verificato caso per caso con il proprio consulente fiscale.
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Fonti
- Agenzia delle Entrate — Credito d’imposta per gli investimenti nella ZES unica per le imprese del settore agricolo, della pesca e acquacoltura (normativa e prassi): agenziaentrate.gov.it
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, commi 438-452 (ZES unica) e 454-460 (credito agricoltura) — Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30/12/2025, S.O. n. 42
- D.L. 19 settembre 2023, n. 124, artt. 16 e 16-bis (istituzione credito ZES unica e settore agricolo)
- Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 — Commissione Europea
- Regolamenti (UE) 2022/2472 e 2022/2473 — aiuti di Stato nei settori agricolo, forestale, pesca e acquacoltura
- Provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12 dicembre 2025 e 30 gennaio 2026 (percentuali fruibili e modelli di comunicazione)
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